17 set 2007

Piattaforme per la condivisione della conoscenza

Alcune considerazioni sulle piattaforme di social networking e di elearning.
E' ancora valida questa differenza?
















Diciamo che questi strumenti (piattaforme), molto spesso, vengono tarati dall'autore/i in base ai suoi desiderata o alle sue prospettive.

In effetti, specialmente nelle piattaforme open-source, è molto difficile trovare degli strumenti che siano in grado di plasmarsi e personalizzarsi in base alle mutevoli esigenze.
Le piattaforme proprietarie hanno prezzi mostruosi ma dalla loro, hanno il vantaggio di presentarsi aperte per uno sviluppo più personalizzato. Anche questo carissimo in termini economici.

Per fortuna aggregare le persone su interessi comuni, comunità di ecellenza, comunità professionali e di pratiche, reti di interessi o di business ora, è facilissimo perchè ci sono molti strumenti strumenti disponibili!

Lo possiamo fare con una piattaforma di Social Network come Ning o un aggregatore sociale come Mash di Yahoo o addirittura un network/game come Lost?

Ma anche le piattaforme dedicate all'aggregazione e al trasferimento della conoscenza come Moodle, Ilias, Claroline utilizzano, ora, tutti gli strumenti 2.0 come blog, wiki, podcasting, rss e si predispongono a mash-uppare a go-go e a integrarsi l'un l'altra in un ottica SOA.

In effetti c'è confusione, e anche troppa. Tutti, ora, cavalcano l'onda del "social networking" e cercano di costruire ambienti piacevoli e accattivanti dove le persone possano sviluppare i loro interessi.

Però, se l'assunto da cui partire è quello di mettere le PERSONE al centro dei progetti e non le TECNOLOGIE, allora possiamo dire che nessuna piattaforma è utile. Nessuna piattaforma veste il progetto secondo il desiderata dei progettisti.

Questa analisi parte dal fatto che gli LMS/LCMS (piattaforme di elearning insomma) nonostante la forte propensione ad adattarsi agli strumenti del web 2.0 risultano strette a chi va verso un disaccoppiamento contenuti/struttura/metodo. Tanto da spingersi oltre e intraprendere la strada del "personal learning environment".

Ma questo è uno scenario tutto da scoprire.

Resta il gran chiacchericcio, in rete, sull'uso delle piattaforme cosidette "sociali" e sulla loro reale utilità per trasferire conoscenza, dare stimolo alla collaborazione per rendere tutte queste forme sociali ABILITATE ad esprimere il massimo del valore.

Quindi viene quasi obbligatorio l'uso di piattaforme personali per aggregare personalmente (personal learning) o socialmente (informal learning) tutti i contenuti di conoscenza di cui uno dispone e aggregarli con le modalità note. Tagging e scocial tagging come elemento base, ma anche clipping e social clipping e YOUTUBE a go go!






















Ma nella società italiana abbiamo ancora bisogno degli LMS? Direi proprio di si, perchè il docente è ancora al vertice con i suoi compiti, le sue valutazioni ecc. Ma il deschooling (descolarizzazione della società) prevede proprio che questa gerarchia venga rovesciata, ma non diciamolo troppo in giro............

1 commento:

Pier Luca ha detto...

Caro Gigi,
Sei riuscito a capire come faccia Lost ad apprendere le connessioni?
Ciao.
Pier Luca Santoro