21 set 2007

Conoscenza sfruttando l'autorevolezza

Mi appassiona parecchio proporre un piccolo gioco/test, quando mi trovo in un contesto di docenza o di seminario, ma anche quando mi trovo a fare il conferenziere e ho molte persone in sala e voglio attirare l'attenzione su temi come quello che vado a proporre in questo articolo.

Durante i miei deliri su conoscenza, trasferimento della cultura digitale ecc, proietto la pagina di Google sullo schermo gigante e, con una bacchettina o con la pennina laser, indico questo angolo della pagina:

















Faccio seguire un attimo di silenzio in modo che tutti contestualizzino una videata che, si presume, sia abbastanza conosciuta dai più e poi chiedo: "quanti dei presenti hanno cliccato, almeno una volta, su uno di quei due piccoli link li in alto a destra?"

p.s. ricordo che il link a iGoogle è apparso da poco. L'anno scorso c'era solo il link alla funzione "accesso".

Il risultato è imbarazzante. L'apoteosi, circa un anno fa, è stata di 2 utenti su 300 in sala, ma di solito mi trovo con 1 su 50, 1 su 30, ecc.
Qualcuno potrebbe obiettare ma dove vivi? Caro blogger che mi leggi. Ma dove vivi tu? Io vivo con la gente comune che viene ad ascoltare una lezione o una conferenza. Quel 99,9% che usa il web, non che lo abita come te!

Ed ecco che allora sarebbe, forse, il caso di capire perchè Google enfatizzi così poco l'unica scorciatoia di accesso ai servizi che eroga. Quelli che danno valore e che gli abitanti del web usano e dominano da anni.

Comunque, per farla breve, dopo tutta una serie di considerazioni e di esempi sui servizi di Google arrivo a mostrare e spiegare Google Coop che, essendo ancora in beta è davvero poco conosciuto anche agli abitanti della rete.

Perchè questo servizio? Cosa ci vedo di utile?
Presto detto. La mia ricerca continua sugli insiemi di conoscenza autorevoli.......cosa?
Ok!. Volevo dire una cosa che forse va spiegata.

I motori di ricerca, ma anche gli ambienti generalisti di conoscenza come wikipedia o i repository di moduli formativi, enciclopedici ecc., non soddisfano un principio che per certi utenti è fondamentale: la certificazione o l'autorevolezza della fonte.

Una fonte può essere certificata attraverso la semantica (www.parlamento.it non può essere altro che il parlamento italiano) attraverso una comunicazione non mediata (la banca mi invia in busta chiusa l'indirizzo dell'home banking e i codici di accesso) ecc.
Una fonte può essere autorevole quando generalmente ritenuta tale (un giornale on-line, o wikipedia stessa).

Resta tutto da scoprire il modo per aggregare un insieme di fonti autorevoli personalizzato.
Ecco perchè, secondo il mio parere, la ricerca di fonti autorevoli personalizzate può portare ad insiemi di conoscenza personalizzati ma anche cooperativi (socialmente condivisi).

Google coop, permette tutto ciò.

  • Permette di costruire un set (un insieme) di siti da includere nel sistema. Escludendo tutti gli altri al mondo!
  • Permette di collaborare con altri soggetti affinchè possano aggiungere altri siti a questo insieme.
  • Permette, infine, di inserire il codice html dappertutto, nei siti web, nei blog, negli aggregatori.
Ne ho solo descritto la modalità base e la definizione generalista. Provatelo e lasciatemi un parere.

Intanto divertitevi con una semplice ricerca RISTRETTA a tre giornali italiani autorevoli.




Google Custom Search

4 commenti:

stefigno ha detto...

ed io sono come uno di quelli che in quell'aula non conoscevano i tastini : accedi/igoogle...alzo la mano , non avendo ancora avuto menzione dell'ultima beta dei signori di google..
grazie gigi !
vediamo un pò cosa è ! :-)

Anonimo ha detto...

Non sapevo nemmeno che esistesse

ivan ha detto...

io gigi , forse perchè sono tuo amico lo conoscevo

catepol ha detto...

io conosco :-)