14 set 2007

Come condividere la conoscenza se la blogosfera è una casta?

Attenzione: Il blog e il contenuto che state cercando è stato TRASFERITO qui:


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So perfettamente che questo articolo verrà ignorato dai più con una alzatina di spalle, un sorrisetto o una cancellazione DEFINITIVA da tutti i sistemi di contatto e collegamento utilizzati fra blogger.

Ma i più, quanti sono? Quali sono i numeri della blogosfera italiana?
Diverse stime......quanto attendibili? Parlono di 300.000/600.000 blog, minimo/massimo, secondo ricerche Eurisko!
Calcolando che moltissimi non sono attivi, o sono poco aggiornati, lo scenario è deprimente perchè i blog che "producono quantità di conoscenza" si stima siano prodotti da, circa, l'1,5% - 2,5% della popolazione internet italiana (13/18 milioni di utenti) quindi lo 0,5% della popolazione totale.
Si, meno dell' 1%. Un nulla. E sto analizzando solo la quantità. Non tratterò in questo articolo la qualità, perchè non mi ergo ad arbitro di giudizio e non dispongo di contradittorio "diretto". Per questo ci vorrebbe un mezzo interattivo non-mediato, tipo RADIO o TV!






















Ma tornando alla BLOGOSFERA (termine con il quale si tende a definre l'insieme dei blog pubblicati su internet in Italia). Dobbiamo considerare che questa entità sfrutta un contesto che limita e blinda il mezzo, secondo un modello che non è applicato e/o applicabile dappertutto.

Mi spiego meglio. I blog aziendali/intranet sfuggono a questo contesto. NON FANNO PARTE DELLA BLOGOSFERA. Gli articoli dei giornali on-line che consentono il commento dei lettori pure!
Quindi? La blogosfera è, di fatto, l'adesione consapevole a un modello, ma non il SOLO!

Quanti blog, infatti, non sono sottoposti alla tracciatura di Technorati? Quanti non si sono mai iscritti e non intendono farlo a Blogbabel?

Ad esempio, anche i blog all'interno delle scuole o negli LMS di eLearning, non sfruttano il sistema di blog-reaction (io linko te e tu linki me) e non sfruttano, quindi, il SISTEMA/ALGORITMO che determina l"influenza" in base al ranking.
Lo stesso dicasi per tutti i blog, intesi come mezzo, che sono embedded nei CMS o nelle piattaforme di social networking (MySpace, Facebook, ecc.).

Nulla impedisce, poi, a un guru qualsiasi di pubblicare un blog per sfruttare semplicemente il "mezzo" e trasferire conoscenza. Senza considerare il ranking come elemento di "influenza".
Persino la "casalinga di Voghera" che colleziona le ricette su un blog, sfrutta il "mezzo". Chi colleziona le foto in un blog per mostrarle agli amici e parenti, sfrutta il "mezzo". Punto!

Ma tutti questi, ribadisco, sono fuori dal contesto o è la BLOGOSFERA che si isola?

Secondo la mia modestissima opinione da utilizzatore:
  • Il blog è uno dei "mezzi" che favoriscono il trasferimento della conoscenza.
  • La "blogosfera" è un timido tentativo di determinare "influenza" attraverso l'accettazione di alcune regole..........................condivise? Mutabili? In evoluzione?

Insomma non dimentichiamo che c'è sempre chi scrive per il gusto di scrivere e non ci pensa nemmeno a sviluppare consenso o ammirazione.

Una piccola precisazione. Mi sento FALLIBILE, e NON IMMUNE AL VIZIO, per cui ho sperimentato io stesso i giochini perversi della blogosfera:
  • Linkami e ti linko
  • Mettimi nel blogroll e lo faccio anch'io
  • Sviluppiamo un MEME e aumentiamo i visitatori
  • Sono tuo ammiratore su MyBlogLog
e mille altre diavolerie che ho sperimentato di persona. Più o meno "votami e ti voto"!

Secondo voi tutto ciò interessa anche a quel 99,5% che non è incluso in questo contesto?
Lo so, ho il pallino dell' "inclusione" e dell' "evangelismo". Lo ammetto.
Ma vogliamo recuperare e includere anche qualche punto percentuale di quel 99,5%?

Forse no! E qui sta il vizio della "casta". Tutto italiano. Nel nostro DNA e, purtroppo, inconsapevolmente nel DNA dei giovani più promettenti.
La ricerca del consenso, dell' ammirazione e la presunzione di influenza sono, a mio modo di vedere, patetiche. Ma, o sei dentro o sei fuori! La blogosfera è spietata.

Provo a partire con le accuse.
I primi arrivati tendono a determinare delle regole. Non scritte ma accettate. Più o meno come i cani, fanno la pisciatina per determinare il confine del loro territorio. Cattivo gusto vero? Ma è così! O sei con noi o sei fuori. Non ti linko!

Terrore! Non c'è terrore peggiore che di quello di non essere linkati. E allora vai con le leccatine alle blogstar.
Vediamo la pratica comune. Mi collego sulla classifica di Blogbabel, scorro i primi 100 blogger italiani pensando che siano i più influenti (anzi condividendo questa logica), e copio di sana pianta il loro blogroll (sistema di suggerimento di altri blog da leggere insito nelle piattaforme per i blog) nel mio. Fatto. Sono del giro!

E vabbè, l'ho detto! Mi son levato il sassolino. E aggiungo: "troppo poco ragazzi"! Perchè questo potrebbe essere tollerabile e considerato ludico ma poi?

Come disse il rimpianto Franco Carlini "....chi frequenti l'insieme dei blog, specialmente quelli italiani, potrà avere conferma di quanto poco discorsiva, colloquiale e spesso vuota sia la suddetta blogosfera. Noterà come molti autori siano monomaniacali, autoreferenziali e autocitantesi, sovente pronti all'insulto, approssimativi nei giudizi. Persino alcuni tra i migliori giornalisti, da anni nel mestiere e nella rete, quando bloggano, si sentono in dovere di sfoderare fastidiosi toni colloquiali in prima persona, tipo «ho pensato che», «mi arriva una telefonata da »....."

E non basta. La casta ti accoglie e ti sopporta se hai un Mac, se parli male di Windows, se sei geek quanto basta, se usi Wordpress e sei social!

Social? Ma dove?

Una delle forme più social è sicuramente il Barcamp che, non nascondo, mi affascina molto come idea e come pratica. Ma anche qui, vivaDio, mi è capitato di trovare di quei fenomeni. "Ciao sono Gigi Cogo, tu chi sei?" Risp: "Come, non sai chi sono? Sono quel tizio che....sai quel blog, sai ho anche 300 lettori del mio feed". E "cazzarola" dentro me di me ho pensato: "No testa di legno non sono uno dei tuoi 300 lettori di feed! Posso?"

Per fortuna questi "testa di legno" non sono molti, ma si definiscono "influenti"!
Il problema è che sono convinti di essere nel giusto. Un giorno uno manifestava con orgoglio di aver superato i 1000 lettori di feed. Era diventato una Blogstar! Tristezza assoluta. Se penso che Radio Roccacannuccia di sotto (definita old_media dai più) riuscirà a farsi ascoltare da un milione di ascoltatori al giorno!
"E no caro testa di legno non sono uno dei 1000 lettori del tuo feed ma mi dai una mano a far capire a quei 60 milioni di italiani la fuori che cos'è un feed?"
Non se ne parla nemmeno. Quegli ignoranti che non sanno cosa è un feed non sono da includere, sono da escludere. Io sono "la casta" caro mio!

Qualcuno potrebbe definire Gigi Cogo un Troll (altro termine in voga). E forse non avrebbe torto. Ma parliamone cavolo. Parliamone. Usciamo dalla casta. Altrimenti niente. Non si muove nulla! Convincetemi che sto sbagliando la mia analisi e lo ammetterò pubblicamente.

Ma che cosa vuoi Gigi Cogo con questo articolo delirante? Nulla di particolare. Vorrei che la smetteste di considerarvi "influenti" e proviate ad essere "includenti"!
E' proprio così difficile? In questo paese, anche per colpa del vostro atteggiamento ottuso, non si cresce?
La cultura digitale è la più bassa d'Europa e una delle ultime al mondo?
Ma possibile che questo stato di cose sia esclusivamente colpa di chi non ci capisce. O siamo noi blogger che non vogliamo essere capiti?
O vogliamo fermarci a queste forme demenziali di autoreferenza?: http://paulthewineguy.prohosts.org/

E vabbè! Sforzo inutile quello dell'inclusione. Mica a tutti piace includere. E se includendo perdo qualcosa?
Eccolo, eccolo, il pensiero "latente" dell'italiano. Perdere posizione. E perdere rendita dalla posizione......ahi ahi ahi!

Per fortuna ho frequentato ragazzi giovanissimi che potrebbero essere miei figli. E anche dei vecchietti che ancora si smadonnano per cercare un modo DURATURO ed EFFICACE per condividere SEMPRE, tutta la conoscenza che c'è, e tutta la voglia di essere curiosi!
Nei Barcamp ho visto anche questo. Creatività, voglia di stare assieme e, purtroppo,.........un po di sensazione opprimente da parte della "casta".

Questa sensazione opprimente l'ho vissuta anche quando, assieme ad altri amici, abbiamo organizzato il Venetobarcamp. Le stelle del firmamento della blogosfera italiana lo hanno boicottato. Si proprio quelli che hanno 1000 lettori. Le star insomma :-)
Primo NON SI DOVEVA fare di lunedì. I Barcamp si fanno SOLO al sabato!
Secondo non si dovevano includere sponsor e partecipazioni di Istituzioni e Aziende.
Ma va? E perchè?
La casta non vuole il corporate-blogging. Non vuole che aziende e istituzioni imparino dalla blogosfera a sfruttare questo potentissimo mezzo?
Per fortuna è andata meglio di quello che potessimo immaginare. E' venuta al Barcamp gente che non sapeva nulla del nostro mondo. E ora si è aperta un blog! Tiè!
E persino il mio capo....si lo dico, il mio capo me lo ha chiesto. Mettimi il mio Blog sulla intranet.

E il prossimo anno replichiamo con 4 giornate dedicate alla cultura digitale e all'innovazione tecnologica. A 360 gradi. Cultura, cultura, contaminazione, contaminazione. Maggio 2007 a Marghera (VE). Save the date!

E poi, volevo scrivere un approfondimento ancora più esaustivo sullo scambio link fra blog, ......ma rischio di addormentare i lettori. Evidenzio solo che ho provato a fare dei trucchetti per capire l'idiozia degli algoritmi:
A) Ho creato degli ulteriori blog (definiamoli personali o di nicchia o monotemtici) su varie piattaforme (tanto è gratis :-)) e li ho iscritti a Technorati.
B) Ho aperto degli aggregatori di widget in tutte le forme su tutti i provider di Widget.
C) Ho scritto un articolo sul mio blog.
D) L'ho linkato su tutti i blog suddetti al punto A) e su quelli di mio figlio, mia moglie e dei miei amici
E) Ho lasciato gli aggregatori aperti per un po di giorni.

Risultato? Mi son tirato su da SOLO sulle classifiche di Technorati! Quindi mi sono autodefinito "INFLUENTE".
Lo vogliamo capire che è tutta "fuffa"?
Gli algoritmi sono STUPIDI! Ed è inutile rincorrerli!
Non possono capire i comportamenti ma solo interpretarli in modalità "matematica"!

Ma aprite, seminate, portate il verbo in tutti i modi. Questo Paese ha bisogno di aprirsi non di chiudersi, Non campate sulle rendite di posizione.
Siete in grado di capire che le regole son fatte per essere cambiate. Che ognuno che entra porta qualcosa....buono o cattivo che sia e, soprattutto come sta scritto sullo slogan del mio blog:
Dove sta scritto che i PRIMI sono migliori degli ULTIMI?

In un prossimo approfondimento proverò a trattare anche la nuova tematica di Twitter. Le sue regole ????? Il suo uso da parte del "blog-casta" :-) Il "micropublishing", "la chat" e il "cazzeggio digitale".

Mi fermo qui, anche perchè ieri sera sono stato alla Bloggercena veneta



















dove ci siamo preparati per il Ghiradacamp organizzato da Alessandro Carrera:

http://www.slideshare.net/ghiradabarcamp ;
http://barcamp.org/GhiradaBarcamp ;
http://twitter.com/ghiradabarcamp


L'appello diventa quindi: venite a trovarci sabato 22 e domenica 23 proviamo a stare insieme, ad essere "social" e a parlare anche di "inclusione".

Io, sarò palloso e pedante ma presenterò ancora una volta www.2puntozeropertutti.it. Fino alla noia. Un progetto, DAL BASSO, che vede insieme una ventina di blogger. Un po scapestrati un po disordinati ma amici veri che cominciano a conoscersi, di persona, anche fuori dalla rete.
Un gruppo di amici che non "abita" solo la rete ma prova ad essere social nella "real-life" e in questo blog cooperativo sta provando a "parlare della blogosfera e del web 2.0" come si mangia!

p.s abbiamo solo 100 lettori di feed ma passano sul nostro blog anche lettori che non sanno proprio cos'è un feed. Bhe proviamo a farglielo capire :-)

Vi lascio con un paio di spunti di riflessione del grandissimo, e mai abbastanza rimpianto, Franco:
http://chipsandsalsa.wordpress.com/2007/03/01/blogger-nichilisti-e-autoreferenziali/
http://webeconoscenza.blogspot.com/2007/03/franco-carlini-e-i-blogger-in-cerca-di_18.html
Forse, che se qualcuno lo avesse ascoltato, la blogosfera italiana non sarebbe ridotta così!

E se proprio vi volete arrabbiare con me fatelo. Amo chi mi dice come la pensa.

70 commenti:

markingegno ha detto...

uff.. che fatica!
:)

Sai che sull'inclusione con me sfondi una porta aperta, pero' questa "casta" cosi' ostile francamente non la vedo, e se c'e' m'importa poco.

Manca un passaggio essenziale secondo me: noi possiamo, e forse dobbiamo, essere disponibili all'inclusione, ma se non c'e' dall'altra parte la volonta' di apprendere cose nuove, non possiamo tirare dentro la gente con la forza.

Renato ha detto...

Condivido tutto. Ho partecipato a due barcamp in Italia e uno in Inghilterra, ho notato come in quest'ultimo caso anche grandi "blogstar" non hanno per niente la puzza sotto il naso e sono pronti ad offrirti una birra anche se non ti conoscono.

Manfrys ha detto...

.. per quel "poco" che puoi conoscermi, sai che la penso alla stessa maniera e forse ancora di più.In bozze avevo un qualcosa di simile, ma sapevo che avrei "toccato" qualche nervo scoperto e forse non ne vale la pena. Molti (molti+++) su twitter fanno SOLO post autoreferenziali (e anche qui non mi sbilancio ...). Sai anche che non solo tollero ma apprezzo il twit "ho scritto un post nuovo sul ... etc etc" .. ma NON TOLLERO chi spamma solo per titolo personale senza contribuire al gruppo. La casta non mi interessa, mi interessa un gruppo, mi interessa parteciparvi, scambiare idee etc. il resto è "cabaret"!

Albo ha detto...

la questione dell'orticello creato dai primi arrivati l'ho notata anch'io diverse volte e non mi piace... come pure la simpatica abitudine di sbatterti in faccia tutte le tue virtù(leggasi pagine viste, visitatori unici, ranking, classifiche) quando ci si presenta, come dire: "sono il tuo Dio, non puoi dirmi di no, perchè con un link da me ti farei ascendere alle vette della blogosfera". E i contenuti?
Gigi, hai scritto un articolo meraviglioso, penso che lo rileggerò diverse volte per comprenderlo appieno e cercare di farlo mio. La condivisione della conoscenza è un tema che mi interessa da sempre e anch'io, nel mio piccolo e nel mio ambito, provo a farlo...

Pier Luca ha detto...

La blogosfera è già di per stessa una definizione limitante poichè in realtà - anche in quella ristretta italiana - esistono diversi arcipelaghi che la compongono. Sui processi d'influenza e sull'erraticità delle metriche attuali mi trovi assolutamente d'accordo. Ho provato qualche mese fa ad allargare il dibattito su questo tema [vd: "from roi to roi, dal return on investment al return on influence"].
Come sai sono interessato ad ipotesi di progetti collaborativi ed alla creazione di "comunità d'interesse/pratica"; purtroppo non credo che potrò essere presente al ghiradacamp e me ne duole.
Il discorso è articolato e complesso e non può ovviamente esaurirsi in un post e tanto meno in un commento.
Ne riparleremo.
Un abbraccio
Pier Luca Santoro

Paul The Wine Guy ha detto...

Ahggigggi. Sei partito bene e sei finito male. Non te lo rinfaccio per la critica al Death Match (di cui, per altro, non hai capito il vero senso, ma vabbè). Il giochino era appunto una critica agli algoritmi, ai contest, ai premi e al volemosebene che impera nella blogosfera e per un sacco di altre ragioni che è inutile spiegare.

Quello che ho sempre contestato a te e ad una certa fetta di blogger italiani è quello di tirarsela a guru della rete. "Io faccio questo, io faccio quest'altro".

Bravo. Hai messo in piedi un blog su una intranet al tuo capo.

Bravo. 4 giorni dedicati alla cultura digitale.

Bravo. Hai fregato le classifiche di Technorati.

Bravo: hai trasformato un post intelligente nell'ennesimo markettone self-sucking tipico di Twitter.

Sapendo che questo post avrà una certa polemica hai pure fatto il markettone a tutti gli altri tuoi progetti, complimenti, un adsense integrato.

C'e' chi sceglie le classifiche e chi sceglie il suo palchetto per gridare al mondo. Tra te e la "casta" (termine trendy in questi tempi, eh) vedo gran poca differenza. Peccato. Dovevi fermarti a metà post.

Dario Salvelli ha detto...

Come dice Pier Luca anche parlare di Blogosfera è una definizione limitante: intendiamo tutti i blog o solo quelli "top", iscritti su Technorati o Blogbabel?
No perchè non tutti ci si iscrivono,anzi magari c'è chi non conosce o semplicemente non ha interesse e se ne frega.
Il tuo post è ricco di spunti e riflessioni quasi "solite" direi poichè facciamo ormai da tempo ponendoci tutti gli stessi dubbi.
Ma il passo avanti che ho auspicato e che tu stesso segnali è proprio quello collaborativo,di utilizzare gli eventi reali per realizzare qualcosa e per discuterne in maniera costruttiva senza post e pamphlet arroganti stile pinco vs pallino.

Davide Tarasconi ha detto...

la natura esclusiva e (spesso) vuota della blogosfera (non solo quella italiana) mi ha sempre fatto riflettere.

penso che molti di coloro che godono di una maggiore "influenza" su questo tipo di rete siano i primi a predicare bene e razzolare male.

non credo ci siano reali intenti di uscire dalla cerchia, questo è correlato sia ad un aspetto tecnologico (digital divide, sia come mero accesso alla Rete, sia come livello di diffusione ed utilizzo di quest'ultima) che di senso di appartenenza ad una minoranza.

questo sincermente mi secca molto, credo che ci sia il bisogno di fare divulgazione, non a caso seguo i tuoi progetti perchè sei fra i pochi che veramente sono interessati a rendere di "pubblico dominio" ed accessibili un certo tipo di conoscenze che diversamente non uscirebbero mai dal web - gli interventi in radio, anche se ancora meglio sarebbe riscire a sfondare il muro della televisione.

Gianni Marconato ha detto...

Gigi, capisco il tuo perenne incazzo sul fatto che non si collabora, non si condivide, non si costruisce conoscenza. Ma la gente, NOI, Io, siamo fatti così e non sono le reprimende e predicozze che cambiano qualcosa. Vuoi avere un blog come forma alternativa ed a buon prezzo dello psicologo o psichiatra? cavoli tuoi. vuoi spettagolare via blog? E chi c.... se ne frega! Ti ecciti a veder crescere il tuo "valore" di bogger con mezzi e mezzucci? E chi se ne frega (come si fa a mettere su un feed ed a vedere quanti sono collegati al tuo feed reader - si dice così?)?
Per te ha senso (qualunque) tenere un blog? Fallo: se mi interessa quello che scrivi, lo leggo (se scrivi post + brevi è meglio per me). Se scrivi cazzate, penso: quel gigi che cazzone è! Non che mi vada tutto bene, però.
Personalmente non mi faccio impressionare dai "numeri" e provo un sentimento di commiserazione per coloro che hanno bisogno di essere qualcuno nella blogosfera per avere il coraggio di guardarsi allo specchio! sono persone che volano alto quel tanto che basta per non schiantarsi contro un paracarro!

Gigi Cogo ha detto...

@paulthewineqy

>Bravo. 4 giorni dedicati alla cultura digitale.

Perchè non dovrei dirlo? E diffonderlo, e fare in modo che venga più gente possibile?
Ovviamente lo dirò usando TUTTI i mezzi?

>Bravo: hai trasformato un post >intelligente nell'ennesimo >markettone self-sucking tipico di >Twitter.

Speriamo bene. Anzi, speriamo che si diffondano i progetti di 2puntozeropertutti e spero, anche tutti quelli che accompagneranno il VENETOEXPO il prossimo Maggio 2008.
E lo dirò ancora e ancora.....anzi in tutte le forme. Sperando di INCLUDERE più gente possibile.
E discutere con loro della "diffusione della conoscenza".
Tutto qui!

Gigi Cogo ha detto...

@gianni marconato :-)

Ci conosciamo abbastanza, sai che bisogna spararmi per farmi tacere :-)

No, Gianni, non mi faccio impressionare dai numeri e non arrivo nemmeno alla "commiserazione" .....solo che vorrei che molti giovani provassero a non fare gli errori di NOI padri!

Vorrei che si aprissero. I benefici sono troppi rispetto alla chiusura.

Un salutone

catepol ha detto...

gigi la tua analisi della situazione è al contempo spietata e diplomatica
e il post coraggioso è ammirevole
perchè si parliamone
includiamo
conversiamo
tutti nessuno escluso
ovviamente tutti quelli che vogliono patecipare
chi non vuole non vuole

però non si deve fare di tutta l'erba un fascio
nel senso la blogosfera non siamo solo quelli che diciamo di appartenervici...

la blogofera sono tutti quei blog che non hanno alcun interessa ad apparire nelle classifiche ecc.
che però sono frequentati, sono delle vere e proprie community

io spero che le classifiche siano un gioco per la maggiorparte delle persone che compongono la cosiddetta blogosfera

per me lo sono
e come te è da secoli che so come scalarle

e ti dico di più se non fossi
su splinder
sarei poco più giù di pandemia
non ci vuole molto
io sto su splinder da fine 2002 quando eravamo meno di 4000
capiamoci
non sono nata oggi
oggi ho solo più tempo per dedicarmi a questo mio aspetto social e multitasking
che mi fa conoscere e relazionarmi con belle persone
che non categorizzo come blogger
ma teste pensanti come me che condividono interessi passioni ecc...
oltre che strumenti di social networking...

Sono la prima a partecipare a giochi e giochetti di linkaggio
però quando ho da dire la mia la dico

quando penso una cosa la scrivo
e non per fare audience
o per guadagnare click

ma perchè mi va o non mi va
il blog lo utilizzo come mi pare e guai se cosi non fosse



hai un blog e lo usi realmente per comunicare quello che hai da dire, condividere quello che vuoi cndividere, anche solo cazzeggiare o tutto quello che vuoi...bene
usalo

usiamoli i nostri blog
ma la vetrina lascia il tempo che trova

la gente ci viene a leggere perchè ha piacere di farlo o perchè interessa per qualunque motivo quello che scriviamo

punto

se ci guadagnamo qualcosa ben venga
ma il blogging non è un lavoro
se non per pochi eletti in Italia
che si son trovati per primi


ora siamo tanti
solo su splinder vai a vedere i numeri...

la blogosfera non si riduce ai 400 che mi seguono su twitter...o ai 200 che bene o male girano per i barcamp

le proporzioni non reggono...

INCLUDIAMO
perchè tutti devono essere in grado di capire le potenzialità della rete
nelle loro vite internet è importante non per dire quanto siamo belli e quanto siamo bravi

ma perchè comunichiamo ci confrontiamo
conosciamo altri
allarghiamo orizzonti e opinioni
scopriamo e coltiviamo affinità...

troppo ottimista?
si grazie..lo sono e ho i miei buoni motivi

CampoBaseWeb ha detto...

Durante la Bloggercena che citi abbiamo parlato di inclusione .. ma non per esprimere l'ambizione di essere inclusi nella blogosfera ..
ci si riferiva all'inclusione in un processo di condivisione di conoscenza .. da attivare usando il web ..
O mi sbaglio ?
si parlava di condividere .. la conoscenza raggiungibile grazie all'uso del web ...
e si ipotizzava .. per distinguerla da una riduttiva conoscenza DEL web di presentare un "caso esemplificativo" ..
Supponiamo di voler suggerire che usando il web si potrebbe iniziare un'esperienza di gestione delle attività di Pro-loco su scala provinciale ...
decidiamo di cominciare a condividere la conoscenza degli aspetti di questo problema comunicativo .. cercando approcci o soluzioni che permettano di
includere nel processo sia chi blogga in modo "professional" ... sia chi non blogga ...
Se prendiamo questo approccio ... che ce ne importa della definizione di blogosfera e dei comportamenti di chi ama ritenersi suo cittadino??

La questione piuttosto diventa: va bene il .. "caso esemplificativo" .. della Pro-loco per spostare l'attenzione dalla blogosfera e lasciare che si faccia i cavoli suoi senza vederla come un impedimento??
o ne potremmo proporre uno più efficace?

Non ti sembra che radunare un po' di persone ad immaginare, discutere e decidere COME proporre un "caso esemplificativo" di cosa significa "condividere conoscenza" sia un po' come ritrovarsi in un campo base a preparare una spedizione verso una meta che richiede di capire cosa serve per arrivarci .. compresa la capacità di recuperare gli errori che si scopriranno strada facendo..??
Luigi

Gigi Cogo ha detto...

@campobase
Ovvio che si! So che è anche il "tema" di una tua presentazione al Ghiradacamp.

Si, ribadisco. Azioni concrete. Inclusione reale non basata SOLO sulla presunta forza del web!

ivan ha detto...

Gigi ho letto con piacere ed interesse il tuo post e sai quanto condivida le tue idee.
Sai anche che io sono nuovo al blog ,nel senso che mi sono avvicinato da pochissimo tempo a questo modo per me nuovo.
Non voglio perciò dare giudizi superficiali e prematuri, almeno non subito.
Ma comunque alcune idee le ho sulla questione e non mi voglio tirare indietro.
1) Vedo anche io come te il pericolo di una "casta" che si auto referenzia ma di fatto si autoesclude e non la capisco anche perchè internet è l'apertura totale, è globalizzazione in sè stessa. Chi nei fatti segue comportamenti diversi credo che qui ci possa stare ma non avendo capito nulla,molto meglio cambi mestiere.
2) Personalmente non me ne frega molto delle classifiche e delle varie graduatorie. Alcuni dei blog che occupano le vette delle classifiche io li ho decisamente eliminati (alcuni a dire il vero li trovo ridicoli) occupano, per me naturalmente, indebitamente la scena, mai deciderei di leggerli.
Anche se a dire il vero, e non farò il nome qui, rischierei di essere accusato di piaggeria. uno veramente grande secondo me in vetta alle classifiche ci sta, per merito e non per altro. E' quanto di meglio io abbia trovato, il più completo sotto tutti i punti di vista, ma che mi ha dato anche l'impressione, pur non conoscendolo personalmente di una grande voglia di confrontarsi e di aprirsi a tutti e di una grande passione. Altri che sono ai vertici delle classifiche li ho eliminati da tutto anche da twitter, non mi piacciono e non mi interessano, saranno anche colpe mie.
Ne ho trovati altri invece, poco frequentati o sconosciuti, ma meravigliosi, credo poi influiscano al riguardo gli interessi e le motivazioni per cui uno decida di leggere o seguire un blog.
Naturalmente considero che un blog, a meno di non essere un diario del tutto personale, deve avere un minimo di seguito.
3)Problema delle regole: chi mi conosce sa con quanto fatica segua per natura qualsiasi regola che non condivida profondamente. Sono sregolato per natura a volte eccessivo e lo riconosco il mio atteggiamento può anche infastidire.
Ma le regole sono fatte per essere riviste, per essere superate, le regole hanno un loro tempo e sono già vecchie appena fatte, sono come le leggi vanno sempre aggiornate, è l'innovazione che lo chiede (e quale mondo si evolve più rapidamente di questo).
In caso contrario è pura accademia è sterile conformismo, è si, lo dico, atavica stupidità o paura dei cambiamenti.
4) Io qui ci sto, leggo e faccio post, per alcuni semplici motivi, perchè mi piace e perchè, anche solo virtualmente, socializzo e mi confronto con altri, giovani o vecchi non mi importa, le idee non hanno età, anzi se sono buone spesso non hanno neanche tempo.
Poi, chi se ne fotte delle classifiche, chi se ne frega se sei linkato o meno,se lo sei ti fa piacere condividano le tue idee, se invece il gioco è un'altro meglio non mi seguano nemmeno.
4) in merito ai vari barcamp non ne ho ancora avuto esperienza diretta ma credo sia un maniera eccezionale per crescere, uno scambio di idee, di conoscenze e di esperienze eccezionali. Anche però di socializzazione vera e anche quella aiuta spesso il crescere delle idee.
Qui finisco gigi ,sono andato in ordine sparso nel commento, ma mi riprometto di dire presto la mia in maniera più dettagliata sull'argomento.

Gigi Cogo ha detto...

@ivan, @catepol
Grazie, so che voi siete dei veri "social" amici. Continuiamo a parlarne SEMPRE.

Meglio avere 1000 dubbi che una sola certezza.

Riccardo ha detto...

Gigi, mi hai praticamente "costretto" a scrivere un post...

PS ora capisco di più il tuo improvviso attivismo "sociale" degli ultimi tempi... ;-) .

Sir Drake ha detto...

Mi permetto di infilarmi nella discussione aperta da questo post.
Sono entrato nella "blogosfera" da un paio di mesi e ho trovato molti dei comportamenti che descrivi.
Però credo che nella blogosfera ci siano delle regole non scritte che, alla fine, aiutano tutti a sopravvire e a trovare in rete ciò che cercano.
Almeno io faccio così: leggo, linko e raccolgo i feed solo dei blog che mi interessano. Li scopro passando di blog in blog, come un'ape vola di fiore in fiore (che visione bucolica), senza preoccuparmi minimamente di quanto siano "influenti" gli autori.
Ma sono pienamente d'accordo con te su una cosa: la blogosfera è troppo autoreferenziale.
Una delle prime riflessioni che ho fatto entrando in rete è stata proprio sulla necessità di comunicare all'esterno quanto di buono c'è in rete.
Io sono un giornalista e mi stimola molto il confronto tra nuovi e vecchi media. Ma non credo ci si debba scontrare, come ho visto fare su parecchie pagine di blogstar. Piuttosto, si deve interagire.
Io ho utilizzato diverse notizie trovate sui blog per realizzare servizi televisivi. E' convenuto a me e anche all'autore del brano che mi ha ispirato.
Ma soprattutto, ne ha tratto beneficio l'informazione che - in questo caso - si è arricchita.
Le classifiche le controllo anche io, più per gioco che per altro, ma giuro che non so neanche cosa siano quelle cose che hai citato tu (meme, widget, ecc.).
Quello che mi affascina del social network, più che i link, sono le persone in carne e ossa.
I blog sono strumenti che possono contribuire a farle incontrare e, forse, questo è l'aspetto più importante.
BarCamp e cene (in Basilicata siamo maestri della tavola apparecchiata) sono la sintesi migliore della blogosfera.
Twitter è un altro strumento interessante... ma ne parlerai in seguito e aspetto.
Scusa per la mancanza di sintesi... grave per un giornalista

Cate ha detto...

Non so cosa producano i blog.
Nè se sia meglio avere tanti conoscenti, o pochi buoni amici tra i bloggers.

Perché in fondo è questa la scelta che si fa.

Non so quanto le classifiche rispecchino i valori in campo.
L'unico effetto di questa corsa ai link, a mio parere, è un appiattimento generale.
Uno spreco di parole copincollate.

I link dovrebbero servire a diffondere le informazioni...
Quando se ne abusa, nessuno si prende il disturbo di cliccarci sopra.

Trovo che includere sia fondamentale, e lo dico da ultima arrivata.

Forse l'unica soluzione ai problemi di cui parli è l'impegno personale.
Perchè nonostante i dibattiti, alla fine, ognuno fa un po' come gli pare.

outer ha detto...

ebbene, ottimo: intanto permettimi di ringraziare Renato di www.nightpassage.org che mi ha indirizzato qui.
ieri mi ha segnalato questo post, [dovrei dire articolo ? è che oramai sono troppo abituato a chiamrlo post]. lo metto nei must read, eh si ho il pallino dell'inglese.
ebbene solo adesso, a post finito di leggere, posso dire cavolo è proprio uno di quei post che avrei voluto sfornare io, ma non per invidia, per condivisione [e indipendemente da quanti lettori io abbia nel feed :-D ]; felice quindi di averlo già nei post condivisi nel google reader; e adesso non mi resta che attendere l'approfondimento in tema twitteriano, nel mentre andare a dare un'occhiata ai links del post e, last but not the least agli spunti e riflessioni lasciati in coda, e porti quindi i miei sinceri saluti Gigi Cogo ...

ciao

Axell ha detto...

Gigi questo è un falso problema, nel senso che l'inclusione non è da fare verso la "blogosfera" ma verso i media digitali in generale.
Poca gente naviga in modo consapevole, i blog sono un di cui (solo uno strumento), la blogosfera di per se' è una galassia. Non esiste solo una "blogosfera", ma tante quante sono le anime della rete.
Se mi dici che chi blogga da più tempo è refrattario a parlare con te o con chi è "novizio" anche questo è un non problema. Chi si isola lo fa per mille motivi, in primis perché ha il diritto di decidere chi frequentare e in seconda battuta perché magari il suo scopo è rimanere in un elite (nella vita sociale queste cose si vedono da quando esiste l'uomo).
La casta esiste solo se uno vuole entrare e/o giudicare, spesso colpevolizzare. Non concordo.
Ognuno faccia quel che crede con i suoi gruppi di amici e crei la sua "blogosfera". Anche le classifiche in questo senso non hanno... senso.
Perdonami ma anche la parte iniziale del post è un pochetto insensata. Che senso ha dire che i blog corporate o di e-learning non fanno parte della blogosfera?
E' come se ti chiedessi come mai i furgoni non sono ammessi alla F1. Sempre autovetture sono, ma con altro scopo e sopratutto altro "target".
Salutissimi.

Gigi Cogo ha detto...

Ogni due o tre commenti provo a intervenire perchè il dibattito è affascinante. Ovviamente per la mia modesta prospettiva:-)

@sir drake
anche a me affascina il "social" e, al di là della polemica anche alcuni aderenti alla "casta", quando li conosci in carne e ossa e li esuli dal contesto, sono "social". Speriamo bene. Forse è la cappa del contesto....vai a capire!

@cate
si i link dovrebbe favorire il diffondersi dell'informazione e della conoscenza ma, poi, se negli articoli c'è il "deserto culturale" e solo l'autoreferenza?
Forse è vero. Meglio non linkare. A meno che non lo si faccia ESCLUSIVAMENTE per le classifiche. Ma questo l'ho già detto per me è MISEREVOLE!


@outer
articolo, articolo.....rischio di estremizzare al massimo ed essere a mia volta talebano. Ma la parola "post" non è includente :-)


@axell
sei preparato, intelligente e anche
moderato nel contradittorio.
Concordo con te. Si l'inclusione deve essere fatta a 360 gradi. Il nostro paese deve sdoganare la "cultura digitale" dall'ambito scientifico e cercare di apparentarla a quello "umanistico".
Bella la riflessione sui camion :-)
Volevo dire che, forse (ma non sono sicuro) è più includente sviluppare corporate-blog piuttosto che aspettarsi una popolazione culturalmente avanzata che aderisca in massa alla blogosfera, la quale.....forse non lo vuole.
Si un po arrampicato....ma è così!

Anonimo ha detto...

Gigi, non é tutto così semplice da criticare.

Ti do ragione nella gran parte di ciò che scrivi, ma non dimentichiamo che:
a) vi sono varie ragioni per entrare e far parte e per "coltivare" la propria presenza nella blogosfera ed alcune di queste ragioni necessitano, per così dire, di un'attività di PR online che, volente o nolente, passano per i nomi più noti;
b) aver a che fare con blog conosciuti e con gente conosciuta, aumenta, semplicemente, l'opportunità di essere visibili e divenire conosciuti. Scriviamo perché qualcuno ci legga, no? Ecco perché spesso si gioca di link, per aumentare l'audience e accrescere il numero delle persone che ci leggono (anche solo per il piacere che lo facciano!)

Hai ragione, la punta della piramide é una casta chiusa, ma in fondo, é simile a quel che avviene nella vita comune, o no?

Andrea Bichiri ha detto...

Condivido quasi tutto quello che hai scritto. Soprattutto quando parli di quelli che si credono delle star perchè hanno 1000 lettori! Non è possibile ragionare così il blog è un mezzo per comunicare non una gara a chi arriva primo...Poi bisogna sempre mantenere i piedi ben piantati per terra; se si crede di essere già importanti è l'inizio della fine..con pazienza si può arrivare in alto ma servono tempo e fatica per raggiungere i risultati migliori, non chiacchiere ai quattro venti...

massimo mantellini ha detto...

Una piccola precisazione sui numeri (curiosamente avevo preparato un talk proprio su questo argomento) I pochi dati disponibili parlano di una forbice di blog in italia fra il 2% e il 4% degli utenti internet. Quindi i numeri che dici sono giusti (anche se riferiti al 2006) solo che riguardano i blog aperti. Quelli attivi sono, come dici molti meno (io ho qualche dato privato che non posso condividere troppo), probabilmente meno del 10% del totale. A questi devi togliere la grande quantita' di blog che socializzano ma non producono contenuti (sono moltissimi), a quelli che li producono dovresti (non so come) sottrarre quanti non creano alcun contenuto utile....il risultato finale e' forse 1/10 di quello da te sospettato, probabilmente meno....

Gigi Cogo ha detto...

E rieccomi ogni due o tre commenti...ditemi se scoccio, me ne sto zittino :-)
Social ok ma logorroico no. Vero?

@anonimo (sigh)
E' vero, attività di PR. Mannaggia ma il marketing virale lo devo studiare meglio. MEME, concorsi, sfide....son marketing virale ma con scarso "valore". Ok ti fa conoscere e poi?

@andrea bichiri
ho letto anche un altro post che commentava questo con considerazioni sulle "gare".
La competizione è, quasi, sempre una cosa sana. Sgomitare fa bene a tutti, sovraesporsi anche.......ma con lo scopo preciso di donare qualcosa agli altri non a ricavare solo per se stessi.
Il mio blog si occupa di "condivisione della conoscenza" e su questa materia non ci può essere gara. La conoscenza è un valore per tutti.

@mantellini
Deprimente o sfidante. Non so.
Spesso mi chiedo se l'inclusione sia un ostinazione o una sfida.
A dir la verità, lavorando nella Pubblica Amministrazione, la vedo come sfida!
E' una battaglia persa in partenza. Quindi affascinante da affrontare.
Però i numeri che ci dai fan cadere le braccia è "desertificazione pura" :-(
Il trasferimento di "cultura digitale" in Italia è pari a zero!

Daniele M. ha detto...

A Giggggi ti sei accorto che i primi 100 di Blogbabel si stanno dando ragione fra di loro e tutti gli altri danno ragione a te? Guarda Mantellini e Kurai.
Vai Gigggggi

Claudio Iacovelli ha detto...

Partecipo alla 'discussione' con la mia semplice testimonianza. Premetto di curare un blog al solo scopo di sviluppare miei personali contenuti specialistici sulle ricerche di mercato e sulla competitive intelligence, e di pubblicare notizie di attualità sui temi del marketing ed informazioni sul ruolo delle tecnologie (in particolare IT) nei processi di sviluppo e distribuzione della conoscenza.

Ho letto il tuo lungo post, insieme ai commenti che mi hanno preceduto: potrei sintetizzare, per fare una semplice constatazione, affermando "nulla di nuovo sotto al sole".

La maggior parte dei blog in Italia ha la sola finalità di scopo di assicurare visibilità al "creatore", piuttosto che garantire uno scambio reale di opinioni ed informazioni. FIGURIAMOCI SE I BLOG, COSI' INTESI, POSSANO VALORIZZARE LA CONOSCENZA E FRUIRE LA COMUNITA'.

Solitamente i blog seguono, se non subiscono, un processo di omologazione progressiva: piuttosto che esser strumenti di divulgazione e di confronto, si limitano a generalizzare contenuti.

L'aspetto più limitante riguarda la mancanza (generale) di una progettualità: quasi la maggior parte degli autori dei blog vogliono perseguire un’immediata notorietà, ricorrendo a sistemi come il “view blog reaction” o a trucchi capaci di assicurare la miglior visibilità.

Ad oggi la blogosfera intesa come una serie di sistemi di knowledge management focalizzati ed autoconsistenti, supportati da strumenti di divulgazione e di confronto, forse non esiste.

La rete offre la possibilità di costruire numerose connessioni, sfruttando la semantica si possono costituire percorsi logici in grado di interallacciare siti e blog: purtroppo i blog personali sono limitati in quanto VITTIME DI UN MERO ABUSO STRUMENTALE DA PARTE DI ALCUNI SOGGETTI intenti più a cercare di affascinare che di far crescere particolari comunità.

catepol ha detto...

ritorno qui a leggere l'evoluzione della discussione...diceva wilde
"nel bene o nel male basta che se ne parli"
ed il fatto che la discussione nel bene o nel male sia visibile su blogbabel è ottimo
per la circolazone delle idee del tuo post...

dato il fatto che un blog più è di nicchia e più include i suoi membri perchè realmente interessati a quanti si dice in quel blog

non sono 1000 lettori di feed - e ricordiamo che spesso i feed si scrollano e non si leggono se non c'è niente di interessante - ma sono magari 10 che vanno a leggere, commentano, cliccano, rimbalzano, ritornano, perchè in quel blog trovano esattamente quello che cercano, quello che li interessa, e persone affini con cui confrontarsi

se il blog al contempo è aggiornato, è vivace, è scritto in modo piacevole, non si vanta non si monta la testa...

c'è una grossa differenza no?

La visibilità per un motivo o per un altro è quella che cerchiamo tutti e il blog è la nostra vetrina. Ci mettiamo quello che ci pare non dimenticando che proprio perchè vetrina è aperto al pubblico. E il blog ha motivo di esistere anche per il pubblico a cui scriviamo...

Conosco bene la blogosfera o meglio quella fetta di persone che abitano la rete e che bene o male hanno creato legami di vario genere per cui ora ci definiamo "blogosfera italiana"...

Ma conosco anche i meandri di splinder
non mi sono addentrata su iobloggo o sul cannocchiale e nè su blogger...

c'è una marea di gente che scrive e conversa oltre a noi
c'è una marea di gente a cui non frega nulla di classifiche o altro
c'è una marea di gente che usa ancora i forum
non è che noi che c'habbiamo il blog su technorati o su blogbabel siamo più fighi o siamo più bravi...
è solo che abbiamo uno o più canali di distribuzione che altri non hanno, non vogliono avere, non gliene frega nulla, semplicemente non lo sanno

perchè nessuno li ha inclusi, magari...
perchè nessuno ha spiegato loro che si può passare dall'individuo online e la sua piccola cerchia di appassionati a una socialità più ampia fatta di mille altre belle persone e opportunità...

Solo utilizziamo un canale di distribuzione più allargato, privilegiato...ma comunque aperto a tutti. Ma va spiegato a chi si affaccia in rete.

Lo sapete che c'è un blog su splinder che ha fatto in meno di 2 anni 1 milione + 426825 visite (ad adesso) e che viaggia sui 70/100 commenti a post???
E lo sapete che l'autrice ha pubblicato anche un libro per la mondadori, continua ad aggregare gente sul blog, a conversare, a non saper linkare altri blog, a scrivere benissimo quello che le va di scrivere e raccontare, ad essere letta, commentata ecc??

Eppure non è una della casta
Eppure non è andata a nessun barcamp
Eppure alla presentazione del suo libro
blogger di tutta italia si sono organizzati per passare ore con lei e il suo compagno
eppure non ha messo gli adsense (sarebbe ricca concordate con me, con tutti questi accessi)
eppure va in radio anche lei come me e gigi...fondamentalmente dovrebbe essere molto più famosa di catepol...

Eppure
io sono sicura che il 77% di voi che state leggendo non sapete chi è...

Ecco includiamoci e includiamo
ma perchè la socialità della rete è veramente importante...

Curare solo il nostro orticello, come in tutte le cose, alla lunga non rende. Nel tuo orticello puoi coltivare solo pomodori. Se un giorno hai voglia di melanzane...è per forza al tuo vicino che dovrai chiedere la melanzana. Solo che invece di pagare, puoi mettere in rete i tuoi pomodori, lui le melanzane, un altro le zucchine, io le cipolle di tropea...

E l'inclusione del vicinato ti farà vivere meglio e ti farà venire voglia di allargare ancora di più le relazioni...

Manfrys ha detto...

parto da qui:
ho circa 30 "lettori" rss, ho circa 80 pagine/giorno viste ho la media di un commento/mese è allora???
Credo che la mie esperienze di vita/lavorativa non mi renda meno "autorevole" di un'altra persona con numeri decisamente più grandi dei miei.
Se domani "La Zuppa Crociere" mi regala una crociera allinclusive + coperta + volo + taxi dovrei COMUNQUE mantenere l'intergrità etica e scrivere quello che davvero penso e non puro lecchinaggio. Non mi interessa la lampada firmata google da mostrare agli amici per fargli capire che sono "figo" e che google mi ha ritenuto figo ... figo me lo dice mio figlio con un sorriso.
Per ogni iscritto al mio feed, la blogstar ne ha 500 fasulli o pseudo tali, per ogni pagina vista mia la blogstar ne ha 500 di chissà quale link di motore di ricerca l'abbia condotto ... e casomai ha anche il reload (repubblica: UN MILIARDO DI PAGGGGINE VISTE!!)
In genere elimino dal mio feed reader:
* Chi ha adsense e/o pubblicità - non perchè non ne debba avere, ma *sicuramente* è interessato a far page-view
* Chi nei feeds / pagine abbia "offrimi una pizza / birra /" e/o "questo post è sponsorizzato da" - vieni da me e ti offro la pizza, la birra e anche il caffe, per cosa ti dovrei pagare??
* Chi ha "sono il numero x nella classifica di" - e a me??

Apprezzo invece: ".. ho voglia di comprarmi la nuova bambola gonfiabile di realdoll.com, se vuoi fammi una donazione" - e vaffanculo!! una giusta causa ;-) ! eccoti i miei 10 euro!

I diari personali.
I blog varie et eventuali ;-)!
I blog degli amici/conoscenti/conosciuti/scontrati etc.

Autorevole di dire cosa poi? quindi anche Paolini è autorevole *è nel guinness dei primati* ...

Ho sempre paragonato questo tipo di *uomini* ai chihuahua: http://www.manfrys.it/wordpress/?p=57

Salutoni, da *un minchia* che nella classifica di technorati è 1.263.985.342 ... ;-)

Gigi Cogo ha detto...

a rieccomi.....
@catepol, cala l'asso. Non puoi non dirlo, sono affamato di "conoscenza", lo sai. Dammi subito l'indirizzo di quel blog che citi :-)

mafe ha detto...

Tu lo sai, vero, che questa discussione è stata fatta pari pari circa due volte l'anno da quattro anni e spesso da persone che adesso tu consideri la casta che non include?

fdc ha detto...

Io proporrei una semplice azione, eliminazione del bogroll per un periodo di tempo indeterminato.

Senza fare grandi manifestazioni, semplicemente eliminarlo.
E osservare che succede, una sperimentazione facile e interessante da fare.

Potente e contundente.

Blogosphere italiana: entry theory

capemaster ha detto...

Ti dico la mia.

Innanzi tutto la blogosfera non è una, ma molte.
Sono tante e piccolette. Ed è giusto che sia così. Per capirci mi pare più un sistema decentralizzato di forum. Tante piccole stanza con dentro 2-300 pernsone che più o meno hanno gli stessi interessi e si frequentano.

Non credo che la blogsphere sia tanto diversa.

Sull'inclusività, ma perchè te ce la prendi tanto? Non si possono obbligare le persone a vedere il web o i blog come una missione o come informazione.
Iop la vedo come WEB-LOG, diario digitale, e al massimo riflessione oculata. Imporatante perchè poi ognuno ci mette la faccia, ma ridimensioniamo la missione.

Sul contenuto Utile: maddechè?
Cosa è utile e per chi? La conoscenza è anche una poesia in romanesco copiata da Trilussa o un podcast con l'amleto del più guitto attore di tutti i tempi.

Gigi Cogo ha detto...

a rieccomi.....

@mafe
quindi? Visto che ognuno scrive quello che vuole, quando vuole e per chi vuole. La "marmotta" può svegliarsi quando vuole? O vogliamo dettare anche i tempi?

@fdc
in effetti al mio ho cambiato anche il nome in "suggerisco questi siti". Penso che blogroll non capisca nessuno cosa vuol dire.

@capemaster
Ci riprovo.
Il mio blog si occupa di "web e conoscenza" sta scritto nel titolo e nel 90% degli articoli.
Si occupa di contaminazione, inclusione, trasferimento della conoscenza, cultura digitale e innovazione.
Leggere l'articolo nel suo "contesto" forse aiuterebbe a capire che io non ce l'ho con qualcuno in particolare ma con il modo.
Nel mio blog analizzo tutti i sistemi di trasferimento della conoscenza e ho solo evidenziato come UNA PARTE (blogosfera) non aiuti l'inclusione.
Se poi è un problema mio e non di tutti. OK?
Ma posso occuparmi di inclusione?
Posso occuparmi di conoscenza?

Mi sembra che molti dei commenti si sentano toccati come avessero la "coda di paglia". Io non insegno nulla a nessuno. Sono un moscerino della blogosfera.

Mi occupo di esternare i miei sentimenti sulle modalità di inclusione e di allargamento della cultura digitale.
Se qualcuno vuol scrivere e leggere altro, esiste la LIBERTA' DI CAMBIARE CANALE!

Santo Dio basta ignorarmi. Altrimenti se mi considerate una "mosca" fastidiosa fate pure e schiacciatemi con la paletta.

capemaster ha detto...

Avevo capito. Mica ti stavo dando addosso!

Il fatto è che, a mio avviso s'intende, i processi di contaminazione e inclusione sono esclusivamente bilaterali.

Quello che forse non è passato dal mio commento è che conoscenza e contaminazione possono essere concetti molto relativi e contaminati :).
Quindi non credo che la blogosfera sia una casta, ce n'è per tutti i gusti e per approfondire qualsiasi conoscenza.

Dimmi magari che è dispersiva.

lud_wing ha detto...

Penso che molti intendano essere influenti come statistiche, numerini da aggiungere ai lettori di feed, ai visitatori, ecc.
Non è Il Male, può anche essere divertente, ma non è lì lessere influenti.

Fare zapping sui blog è cosa comune, parti da un blog che conosci, ti sposti dal suo blogroll a un altro, poi un altro e un altro ancora. Ma su quanti si resta oltre il primo sguardo? E andare oltre il primo post? Su quanti si tornerà per leggere un nuovo, futuro, pensiero? E' questa la domanda importante, chi leggi veramente. Perché se fai commentare o riflettere sei influente, se ti fai attraversare come un albero visto dal finestrino di un treno non conti nulla: sei solo parte del paesaggio.

Detto questo, io parteciperei volentieri alla cena 2.0, ma sto a Roma. E' leggermente scomodo :)

(Ma grazie al blog, si può anche scherzare e dialogare a distanza come stiamo facndo ora. E adesso, un brindisi!)

vanz ha detto...

Secondo me:

Le caste stanno negli occhi di chi guarda. A parte che il parallelo è poco fondato: qualunque casta si basa su un sistema di riconoscimento istituzionale, e il bello di questo posto è che non ce n'è nessuno. Già parlare di blogger famosi è ridicolo, con la possibile esclusione di Grillo che non è un blogger ma uno che ha un ufficio stampa. Poi certo, c'è anche chi "is a legend in his own mind". Come nella vita di tutti i giorni. Sarebbe strano il contrario.

Che ci sia gente che passa la vita a preoccuparsi di farsi linkare e di linkare magari sarà anche vero, ma sui grandi numeri e sulla possibilità del lettore di trovare contenuti che gli interessano questa cosa non influisce quindi questo, imho, è irrilevante. Gli influenti esistono, ma chiunque si definisca influente in Rete probabilmente è un cretino. I cretini nel quotidiano li ignoriamo senza problemi, perché non dobbiamo riuscirci quando siamo in Rete? E perché la gente che incontri in Rete dovrebbe essere statisticamente più umile o in genere migliore di quella che incontri per strada?

Personalmente non ho mai incontrato un blogger "famoso" che desse per scontato che io sapessi chi era. Mi si sono sempre presentati tutti con nome e/o nick. Mi sa che sei stato sfortunato. Peraltro, consentimi, lamentarsi di essere stati "boicottati dalle blogstar" che non sono venute a un tuo barcamp non solo è un po' sfigato, ma ha esattamente l'effetto di legittimare l'esistenza di una casta: al tuo barcamp ci viene chi ci vuole venire e dovresti essere contento che ci siano quelli che ci sono. Se il fatto che non ci siano blogstar è un problema, sappi che è un problema solo tuo.

Nessuno viene buttato fuori dalla blogosfera, ognuno ha i lettori che ha e se ha quelli e non altri c'è una ragione, i link si guadagnano con i contenuti molto più che col leccaculismo (e quelli guadagnati così son link che pesano poco). In ogni caso questo non sarà un sistema perfettamente meritocratico, ma grazie alla tecnologia riesce a esserlo molto più della società in cui viviamo.

Una cosa è vera: se sei social sei accettato meglio. Soprattutto se non generalizzi asumendo che tutti i blogger siano come uno che hai incontrato una volta a un barcamp.

Vittorio Pasteris ha detto...

Caro Gigi
Il tuo post, forse in tono meno incazzato, stava nella mia mente da tempo, ma per diplomazia e oggettivamente scarsa voglia di stare a discutere non è mai stato scritto.

Condivido tuo atteggiamento nei confronti di blogstar e addentellati, nel cui consesso alcuni pure mi mettono. Diciamo che alcuni di questi soggetti hanno trovato un nuovo modo per farsi pubblicità e crearsi oppoertunità di carriera / lavoro, altri continuano a fare la loro vita tranquilli e sereni con la giusta normalità. Per i primi essere blogstar è uno strumento, per i secondi quasi un cruccio.

In effetti come molti segnalano esitono diverse blogosfere, ma qualcuno ha deciso napoleonicamente che X, Y, Z sono La Blogosfera Italiana con le maiuscole e ammetto poco fanno per farla allargare davvero: è una vecchia strategia dimostrare di essere i capi del villaggio e evitare che questo cresca demograficamente per dover condividere la sua leadership.

Sul tema barcamp condivido anche il tuo pensiero e ho apprezzato lo sforzo che avete fatto per il vostro barcamp veneto ... il lunedi purtroppo è pero un problema grosso per chi lavora e che so io ... vice nel nordovest per arrivare nel nordest.

E proprio in quest'ottica ho da subito appoggiato lo sforzo di Alessandro C. per il ghiradabarcamp come importante modo per allargare la "bolla" della rete ...

E a treviso ci vediamo fra qualche giorno ... a presto
VP

mafe ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
mafe ha detto...

Ognuno può anche ripubblicare lo stesso post ogni giorno, ma se hai un blog che si chiama "web e conoscenza" e vuoi essere preso sul serio un minimo di contesto storico delle conversazioni già svolte aiuta, non credi?

A me piacerebbe andare a tutti i barcamp ma ho un lavoro e un marito, sono ormai troppi e tocca scegliere.
A me piacerebbe seguire tutti ma più di un tot non ce la faccio, seguo chi mi diverte, chi mi illumina e chi mi fa crescere; sono in rete da tanto e conosco tantissima gente ma mai nessuno (NESSUNO) mi ha chiesto un link o si è presentato con le credenziali di ranking, ogni relazione dipende da entrambe le parti in gioco, non credi?

Delle Blogstar sento parlare da anni, il bello è che ognuno ha le sue, basta cambiare ambiente, e quindi che star sono? :-)

giu ha detto...

Non so come ma ultimamente penso alle blogstar come delle prostitute virtuali che vanno a zonzo per la blogsfera alla ricerca di clienti incuriositi.
Solo che magari non è tanto bello sentirselo dire :-)
Io allora sono una blogzero visto che con i miei 20000 contatti in oltre due anni non mi mandano in crisi.
ci vediamo al GhiradaBarCamp

Gigi Cogo ha detto...

a rieccoci......su questi schermi :-)

@capemaster
Ok :-) Mancherebbe altro! Dispersione si è vero! Peccato però, perchè nel "deserto culturale" italiano la blogosfera potrebbe dare una mano.

@lud_wing
sei social :-)
Ma non dirlo troppo in giro...si sussurra che non è più di moda!

@vittorio pasteris
Ovvio che a Treviso ci si fa due chiacchere senza il mezzo (che media) e distorce....anche perchè è vero. L'articolo a rileggerlo dopo un po di giorni incazzato lo è di suo. Ammetto :-)

@mafe
aiuta è vero, ma non riesco ad avere conoscenza di tutto e, credimi, non avevo l'intenzione di ergermi a unico critico. Spero ce ne siano altri. Si cresce tutti se si accetta e si contribuisce alla critica.

@giu
pesantino eh!
Ci vediamo a Treviso.

Romano Scaramuzzino ha detto...

Hai ragione. Forse ti ho anticipato con questo mio post http://romanoscaramuzzino.blogspot.com/2007/04/blogger-quelli-italiani-sono-star.html

Cordiali saluti,
da un semplice blogger...

Romano S.

capemaster ha detto...

Sicuramente può, perchè ha i numeri, ma la domanda è : DEVE?

Voglio dire, la blogosfera è accessibile, basta lurkare un mesetto e si capisce tutto via.

mafe ha detto...

Nessuno riesce ad avere conoscenza di tutto, ma allora perché dedicare al tema un blog?

Si cresce se si fa tesoro dei ragionamenti precedenti e si sposta in là il discorso (magari con delle proposte un po' concrete), non se si continuano a ripetere le stesse cose in eterno.

Marco Frattola ha detto...

condivido in gran parte: mi piace riprendere soprattutto la tua considerazione quantitativa, quella dei blogger rispetto al totale della popolazione, per rimarcare sempre l'autoreferenzialità - spesso ma non sempre - accompagnata da quella spocchiosità che anche tu percepivi

il problema delle nicchie è comune anche ad appassionati di altri mezzi e/o tecnologie, e fa credere ai "veterani" di avere un "di più"
forse era così anche per i primi che guidavano le automobili o usavano i telefoni; da quando quelle tecnologie sono diventate di massa, l'effetto è passato

penso dunque che sia solo una questione di tempo, fra dieci anni non ricorderemo nemmeno il senso di questa discussione ;)

ciao

Gigi Cogo ha detto...

sembra una telenovelas :-)

@Romano Scaramuzzino
Se ti definisce "semplice" blogger giustifichi i distinguo! Blogger e basta direi!

@capemaster
No, deve no! Mancherebbe anche altro.
Ma continuo a dire che può! E' un opportunità far crescere anche chi non è incluso.

@mafe
Bho, devo averti fatto qualcosa di male!
Cioè, se apro un blog sulla conoscenza e web, devo prima avere assunto la conoscenza di tutto lo scibile umano? Ok, ci penserò!

@marco frattola
Avendo tre figli conto molto sulle nuove generazioni e spero che crescano senza il senso della "rendita duratura e inattaccabile".
Ma c'è ancora molto da lavorare!

Romano Scaramuzzino ha detto...

"Semplice" era scritto in corsivo...Il senso era ironico..

Saluti

catepol ha detto...

l'ho scritto da stefanoepifani e lo riscrivo qui


ok corsi e ricorsi storici
ma sono corsi e ricorsi storici per chi la blogosfera cosiddetta la vive da due/TRE/X ANNI....

però tutti i novelli blogger
che cominciano a capire i meccanismi, le classifiche ecc...
che leggono di noi "anziani" che ci linkiamo, ci facciamo i memi, ci invitiamo ai contest...che provano a emulare questi comportamenti sociali di cui diamo il modello
e da cui tutti bene o male traiamo visibilità in cambio...

bene questi "giovani" blogger che hanno meno di un anno di presenza online e che vedono essere questa la modalità...
come fanno ad avere memoria storica di discorsi già fatti???

mi spiego
so bene che di queste cose ne hanno già parlato in molti uno o due o tre anni fa, che il problema si ripresenta ciclicamente

a me sembra una cosa positiva...
perchè c'è chi i post e le discussioni vecchie mica li ha mai letti
c'è ancora chi ignora proprio queste discussioni...

può annoiare noi "anziani" il discorso
ma non c'è nulla di male a ripeterlo con i newbie...e a far presente che la blogosfera
non è composta solo dai soliti noti
che tutti sono i benvenuti
che ogni verdura in questo orticello è la benvenuta ecc.

e soprattutto non c'è nulla di male nel coinvolgerli in queste riflessioni

ad ogni modo
io la zuppa continuerò a farla con le verdure di tutto il vicinato e con le nuove verdure che incontrerò per strada...e son contenta così...

Morgan ha detto...

Ci sono zone italiane e non poche ancora isolate da internet, fuguriamoci dal wireless, linea veloce, ecc.
Se penso che lungo l'intera Svezia corrono tecnologie fantastiche mi viene la depressione in Italia.

I capoccioni della blogosfera, invece di fare post inutili a volte, perché non si orgnizzano per pensare ad un progetto da presentare ai ministri competenti?

Partecipazione attiva, oltre l'inclusione. Includere solo per includere non serve a nulla.

Nicola ha detto...

Quanto hai ragione Morgan, e sì che la Svezia non ha proprio un territorio così semplice da coprire.
Sono d'accordo anche con la partecipazione attiva, troppo spesso sul web si leggono discorsi che sono niente di più che aria fritta.

mafe ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
mafe ha detto...

Non mi hai fatto niente di male. Tu hai chiesto un parere e questo è il mio.

Sempre disponibile al confronto, ma se siamo già ai personalismi - cosa ti ho fatto di male - ho già dato.

(carino parlare di inclusione e avere gli update protetti su Twitter ;-)
http://twitter.com/gigicogo

catepol ha detto...

Mafe...
un dipendente pubblico non può twittare dal posto di lavoro e nemmeno apparire sulla public line...
e gigi mi sa che è stato costretto a lucchettarsi per questo motivo

Purtroppo mi sa che per lo stesso motivo deve anche postare sul blog solo in orari fuori ufficio...

non è per chiudersi...
immagino che anch'io in orario di scuola dovrei cominciare a ricordarmi degli orari...

purtroppo vai a spiegare ad una pubblica amministrazione
hai in mano device che ti permettono
di essere virtualmente ubiquo e scrivere e twittare quando ti pare...se ti sgamano...per loro esiste solo l'orario che pubblicamente appare ...ed in teoria in orario lavorativo...

non so se mi sono spiegata

credo che la sua questione dei lucchetti sia questa (tra l'altro anche granieri è lucchettato eh...e non solo lui)

VitoCola ha detto...

O madonna.... volevo veramente astenermi dal commentare, ma ringrazio il post di catepol che mi ha fatto rimbalzare qui e devo dire che è stato veramente salutare. Più che condividere o meno il lietmotiv (che ritengo poco importante) ritengo il post interessante e istruttivo (così come interessante e istruttivo è per me 2puntozeropertutti). Sarà perchè non sono "addentro", perchè cerco di fermarmi alle parole, perchè sono affascinato dai ragionamenti, dagli spunti di discussione ma anche dalla curiosità di conoscere e di capire ... ma sempre in modo "superficiale" (nel web e con il web) e se ogni tanto m'è venuta voglia di conoscere "quelli dei blog" poi mi son tirato indietro. Perchè ? Ma solo perchè (e lo condivido pienamente anche se non ricordo più in quale post l'ho letto)il blog è solo un mezzo e per codividere fisicamente delle esperienze con le persone che stanno "dietro" ho bisogno di vedere (masticare, digerire) dei temi, dei contenuti a cui sono interessato. Non può accomunarci nulla se siamo soltanto dei "blogger". Si usiamo lo stesso strumento e che facciamo ? una specie di motoraduno ? E' un mio difetto, lo so bene, ma se devo muovermi mi piacerebbe intravvedere una tematica interessante più che una comunità di blogger.

polystyrene ha detto...

Quello che succede nella blogosfera non è altro che il mariadefilippismo italiano che coglie chiunque abbia la possibilità di avere una vetrina e un pubblico, unito alla paraculaggine, anche quella tutta italiana, che opera in modo truffaldino per avere visibilità. I blog, come dici tu giustamente, dovrebbero essere ben altro che spazi autoreferenziali, invece ho potuto constatare la presenza di scenari veramente inquietanti.
Spero non me ne voglia il bravo autore di questo articolo, se riporto la mia personale esperienza.
Mi sono trovata mio malgrado a essere un personaggio scomodo, anche se nella blogosfera non conto un cazzo perchè non ho fatto magheggi per salire in classifica (ho le mie 300 visite al giorno e questo mi basta).
La mia ingenuità mi ha portato un anno fa a denunciare agli editor di Blogbabel comportamenti scorretti di alcuni blogger. Il risultato è stato quello di vedere la mia email di denuncia "girata" ai diretti interessati, con conseguenze facilmente immaginabili. Il seguito è stato il mio banning dal forum di Blogbabel - con un pretesto ridicolo - e di lì a breve il banning del mio blog - con un pretesto altrettanto ridicolo - dalla piattaforma che mi ospitava. La cosa suscitò un grande clamore anche fuori dalla piattaforma di Libero, ebbi un centinaio di articoli che parlavano di me (tutte citazioni ovviamente NON REGISTRATE da blogbabel - un caso?) e infine il blog mi fu riaperto dai gestori. Questa è una "casta"? Secondo me è molto peggio: è MAFIA!

PS: scusate se sono stata pesante, ma è giusto che certi retroscena si sappiano!

Anonimo ha detto...

chapeau

Anonimo ha detto...

Polistirola racconta le cose come stanno non le bugie, le vieni a raccontare qui perchè nessuno sa la verità, il tuo blog è stato oscurato e non bannato perchè conteneva un banner che istigava all'uso della droga e ti è stato restituito perchè hai promesso di togliere quel banner. Chiami mafia l'applicazioni di leggi dello Stato e come si dovrebbe chiamare quello che hai scritto qui? Mistificazione della realtà? Diffamazione? E ora vediamo le trecento visite al giorno che ti sei inventata di sana pianta, e veniamo ai centinaia di post a tuo favore in tutto il web, fammi capire anche google sta congiurando contro di te che non li fa comparire? A buffunaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

polystyrene ha detto...

caro anonimo (sei un ammi di Libero, lo so, hai usato altrove le stesse identiche parole con la stessa grammatica zoppicante e la stessa maleducazione), non mi sembra questo il luogo per diatribe che non interessano nessuno. Non sto dando ai gestori di libero dei mafiosi, tranquillo. Il discorso è più complesso ma evidentemente non l'hai capito. Ti invito a rileggere.
Certo che siete veloci come falchi! Ho segnalato questo post e il mio commento da Le Arabe Felici, pericoloso covo di sovversivi da Voi sorvegliato notte e giorno; e appena l'ho scritto... puff! compari tu qui! Qual è il problema, caro ammi? Qual è la vera ragione della tua furia insultatrice?
P.S.: i link agli articoli sono nel mio post datato 15 maggio 2007, cèrcatelo.
P.S.2: il mio shiny stat al momento segna 273 visite.
P.S.3: ritenere istigazione alla droga una foto in cui fumo uno spinello ha fatto fare a Libero una figura pietosa (la stessa che hai fatto tu oggi venendo qui).

leoaruta ha detto...

Ho letto con interesse il post e vi ho trovato ottimi spunti riflessivi. La blogosfera non è esente dai mali che affilggono gli umani....
Hai parzialmente ragione quando attacchi le cosiddette blogostar, io ne ho conosciute alcune e devo dire che non sono tutte uguali.
Credo anche che molte di esse siano schiave di se stesse.
Hanno poco tempo perchè devono tenersi informate per poi bloggare, partecipare ai vari eventi che, oramai, sono numerosissimi, e magari devono anche completare un libro da consegnare all'editore.
Io mi regolo di conseguenza, l'intento è sempre collaborativo e se trovo disponibilità bene altrimenti vado avanti... Si può vivere benissimo anche senza essere linkati dalle blogostar!
Leo

Anonimo ha detto...

Ecco le visite di polistirola questo per dimostrarvi che è una scadente blogger in cerca di un poco di pubblicità

http://s2.shinystat.com/cgi-bin/shinystatv.cgi?USER=polystyrene&L=0&TIPO=26&D0=1&A0=0

Mi scuso con tutti per il disturbo ma alcune persone sono moleste ovunque e vanno ridimensionate non scriverò oltre

pancrazio anfuso ha detto...

Inclusione, influenza, conoscenza... parole grosse. Nel nostro caso, si può determinare dov'è il confine tra la conoscenza impartita dall'alto verso il basso e quella che invece si cerca di guadagnarsi da soli, muovendosi dal basso verso l'alto. Il processo d'inclusione non è unilaterale e non è detto che sia un dovere di chi detiene la conoscenza muovere verso la divulgazione piuttosto che verso l'affinamento e l'accrescimento della conoscenza. Un divulgatore eccezionale come Asimov non era un detentore di conoscenza paragonabile a un premio nobel, ma soltanto uno che aveva il desiderio di divulgare.
Probabilmente ci sarà qualcuno che aspira a diventare una blogstar che fa parte della casta, qualcun altro che non si sentirà blogstar, altri ancora che faranno quello che gli va, inclusi quelli che pensano che la casta li abbia rifiutati e per questo sia una cosa cattiva.
L'importante è mantenere alta la circolazione del desiderio di conoscenza, da qualche parte le informazioni arriveranno. A me non dà fastidio la gente che si dà importanza, penso che ne abbia nella misura in cui qualcuno gliela riconosce, e accusare qualcuno di snobismo o robe simili, secondo me, significa attribuirgli una qualche importanza

polystyrene ha detto...

Tutta questa premura nei miei confronti mi commuove...
Cioè, tu sei entrato nel mio account di shiny stat per dimostrare cosa? Che da metà agosto a inizio settembre ho una media di 200 VISITE! Quando tutti sono in ferie! Grazie ammi di aver divulgato la verità! :) Vuoi continuare a fare figuracce o la finiamo qui?

polystyrene ha detto...

Voglio scusarmi ancora con il padrone di casa per il pietoso teatrino cui ho dato adito con il mio commento. Non pensavo che gli amministratori di Libero mi seguissero fin qui! O_O
Che poi io mica ce l'avevo con Libero, ma con i signori Blogbabel che hanno divulgato la mia email privata la quale ha avuto come ovvia rappresaglia la segnalazione del mio blog agli amministratori (su libero si viene bannati se segnalati), quando per due anni ho pubblicato indisturbata contenuti ben più "fuorilegge" di quelli che mi hanno fatto bannare.
Almeno sarà servito - ammesso che ve ne freghi qualcosa - a capire che aria si respira in quel postaccio...
Intanto, Gigi, mi genufletto: scusa!

marco bardus ha detto...

Penso tu non sia un troll e condivido il tuo pensiero sul concetto di casta. nel mio piccolo ho sperimentato questo genere di apartheid e credo sia una cosa tutta italiana, come dici tu. Ne vorrei parlare a quattr'occhi, magari al GhiradaCamp, che dici?

Sly ha detto...

Hai scritto molte verità...
sto su blog da i primi del 2004, ho 24 anni e di feed, classifiche e aggregatori poco mi è sempre fregato.
Si può fare bene anche senza.

Scopro solo ora il tuo blog e apprendo che sei della zona...
anche io veneto e pensa un pò ... con un pò di gente qualche mese fa si è fatto pure un blograduno in piscina.
(http://blogradunoveneto.splinder.com)

Ti segnalo un blog (scoperto anche questo oggi) forse un pò più "estremista" che esprime in termini diversi alcune cose che tu qui racconti:

http://emmobasta.wordpress.com/2007/09/03/hello-world/

yngnrjnwrrnrynwr ha detto...

Per me le classifiche non contano una fava: non esiste né esisterà mai un metodo per stabilire chi è "più influente" (?!). Quella di Wikio è particolarmente ridicola: praticamente premia solo il linkarsi tra di loro tra i big. Per il resto, l'unica cosa è cercare di fare quello che si vuole: mi fa di fare un giochetto stupido socializzante? Lo faccio, altrimenti no. Un tizio mi sta simpatico, penso di poter interagire con lui? Lo linko, altrimenti no, e così via.

Anonimo ha detto...

Ho incontrato il tuo blog per caso. Tornerò e ti leggerò con calma. Sei davvero uno che ha voglia di condividere la conoscenza? O è solo un modo per dire qualcosa? Tornerò da te. Abdita

Anonimo ha detto...

Scusa, ho avuto il tempo di leggere il post, ma non tutti i commenti. Volevo solo dire che passo molto tempo connesso a internet e ho anche un blog. Da quando ho cominciato, sono arrivato al massimo a una trentina di lettori al giorno. Per me è un cruccio, ma uno nemmeno si può mettere a scrivere cose interessantissime e che ti portano via del tempo, e nemmeno mi posso permettere di passare la notte al pc, a commentare e rendermi simpatico che poi l'indomani lavoro e, comunque, tanto simpatico non lo posso essere per mia natura.
Per finire volevo solo dirti che io non so in realtà cosa sia un feed, o meglio lo so vagamente, ma non mi interessa molto. Capitolo inclusione: io direi dialogo. Chi non blogga non ha alcun bisogno di essere incluso. Piuttosto siamo noi che, dal mezzo, possiamo imparare qualcosa per portarla poi fuori nel mondo reale. Per questo gli incontri con altri viziosi di internet come me non mi interessano poi tanto.
Non mi linko, mi firmo:
I. il cane di Jack :-)