06 ago 2007

Le reti professionali e le reti della "real-life".

Nell'articolo precedente mi sono sfogato sulle reti "tamarre" ma ho lasciato aperto lo spiraglio per proseguire un discorso serio sul "social networking". Ovviamente come lo intendo io dal basso della mia prospettiva personale.

Prospettiva, peraltro, ben solida e avallata da anni e anni di sperimentazioni sulle community aziendali, sociali e professionali.

Vorrei analizzare assieme ai preziosi commenti dei miei lettori la differenza che c'è fra le reti professionali e le reti tematiche. Due tronconi interessanti che si stanno sviluppando in questi ultimi anni e che godono di discreta salute.

Con questo articolo proverò ad analizzare l'idea di reti professionali.
Senza perdere tempo: Linkedin, Neurona, Xing tanto per capirsi.

Queste sono indubbiamente interessanti esperimenti ma ancora, secondo me, troppo generaliste. Anche se Neurona cerca di distunguersi per la logica di gruppo (o di rete professionale) che permette ai professionisti di aggregarsi anche in modalità non generalista aderendo a "tematismi specifiche".
























Ecco, secondo me è proprio questa la "killer application". La "rete professionale tematica".
Le Università (Bocconi e Luiss in primis) hanno già adottato dei cruscotti professionali via web per tenere insieme gli ex-alunni e mantenerli in contatto per tutto il ciclo di vita della loro carriera professionale.

Questo, secondo me, è il segreto. Fare reti di persone che GIA' si conoscono, in modo da creare circuiti virtuosi dove le esperienze e le "dritte" circolano costantemente per far crescere le professioni individuali ma anche la rete stessa in un ottica di "sistema".

Per questo ho insistito diverse volte sulla rete di ASSINT di cui faccio parte. Perchè è esattamente lo stesso spirito e la stesso obiettivo delle reti post-universitarie.
Chiaro che ci stiamo provando. Ma abbiamo i numeri. Siamo tanti e, soprattutto, ci conosciamo anche fuori dallo spazio virtuale del web.

Di questo ho già parlato ampiamente, ma se volete provare a capire meglio Assint e la rete Cisco Academy metto in calce i link:


e provare per credere, date un occhiata a come si sviluppa una "comunità professionale totalmente 2.0 su questa tematica:

https://www.academynetspace.com/index_flash.php


Ora è indubbio che per relazionarsi si possono usare mille altri metodi, le foto su Flickr o Picasa (entrambe hanno una community) l'aggiunta a Technorati come fan, oppure i gruppi di Slideshare! Gli ambienti di eLearning con i loro blog e forum "tematici".
Tutto gli strumenti che fanno "rete" vanno bene.

Tutto rende più solido il legame, il LINK! Questa è la parola magica. Stabiliamo un collegamento. Come ha fatto il mio amico luca nel suo blog, chiedendoci di mostrare la faccia. Per uscire un po dal "virtuale" e conoscerci un po meglio!
Ma che sia duraturo! Dentro e fuori la rete!

Su questo, quindi, i miei dubbi relativi a Linkedin e soci. Sono reti professionali ma poco animate.
L'animazione nella rete è il requisito essenziale perchè essa sopravviva.
Di questo ho già parlato e continuo a parlare a lungo anche su altri ambienti "social". Senza un animatore la rete muore.

Infatti, come scrive Tombolini "Occhio, ti dicono continuamente quelli di Linkedin, mi raccomando, accetta solo connessioni con persone con cui hai davvero avuto (o hai tuttora) rapporti di lavoro diretti, di prima mano".
Forse sta qui la differenza? Linkedin vorrebbe diventare SOLO il territorio delle reti vere. Quelle che hanno il prerequisito FONDAMENTALE: reti di persone che si conoscono nella "real -life"?
Ho ancora grossi dubbi. Se non vengono animate con "obiettivi", "tempi" ecc. Rimangono solo bacheche!


Alberto Dottavi nel suo articolo, sostiene che: "LinkedIn ha pensato bene di mettere in pratica i criteri base del Web 2.0. Ha aperto la piattaforma, ha fornito un servizio, e ha lasciato che la Rete si costruisse la rete (di relazioni) da sé. Ha creato una piazza. Dopodiché, business is business, si è messo a fare intermediazione, trasformando così la piazza in un mercato. Nuovo."

Ed è qui che continuano i miei dubbi. La rete non si costruisce da se. Ha bisogno di chi la annaffia. Tutti i giorni!
Ecco perchè credo molto nelle reti umane (quanto va di moda questo Human Network :-) ) come quelle che stabiliamo giornalmente nella blogosfera.
Caterina twitta con me e partecipa a una progetto su web, mentre chiaccheriamo assieme su Radio2. Ma contemporaneamente mi aiuta nel trovare un albergo per la vacanza e assieme a Sapientone ci troveremo per una pizza VERA o per quattro chiacchere VERE!

Luca, twitta con me, mi chiede la mia foto e il mio link, ma stiamo preparando una gita al Romagna camp assieme a altri blogger, con la stessa automobile.

Luigi prova a organizzare un campobase web. Sua idea di community per fare uan rete di persone.

E cento altri che non cito ma che VOGLIO conoscere dal vero. Altrimenti nella rete professionale non credo!

5 commenti:

ivan ha detto...

la tua è più seria gigi le mie sono solo battute estive ma il problema serio o faceto esiste come esiste il rischio che tutto diventi virtuale.

ciao

stefano ha detto...

Devo ancoa capire bene l'utilità di Neurona ma molti miei colleghi ne fanno uso.
Da quello che ho capito tengono il filo fra le professioni e i professionisti.
O forse non è così ma intanto ci provo.

CampoBaseWeb ha detto...

In un discorso sulle reti vorrei sentir mettere in evidenza il ruolo della piattaforma.
Le reti sociali nascono su piattaforme pre-esistenti. Il tipo di condivisione di conoscenze che ci si può fare sopra è totalmente dipendente dall'esistenza della piattaforma e dagli interessi che la rendono disponibile e la fanno eventualmente evolvere.
Le reti umane sono in genere più contestualizzate e meno dipendenti dalla piattaforma .. ma fino a che punto e con quali vincoli?? ... sul tipo di condivisione di conoscenze che possono permettere??
Il Web è nato da una rete umana .. resa possibile dall'esistenza dei centri di calcolo usati nel contesto della Fisica delle Alte Energie .. che ha saputo ridurre al minimo la dipendenza dall'evoluzione della propria piattaforma.
Ma si tratta di una rete molto contestualizzata.
Quindi .. mi chiedo: è impossibile mettere in piedi una condivisione di conoscenza .. "non contestualizzata in uno specifico settore di conoscenze" ... che non sia totalmente dipendente dalla sua piattaforma?
Allora imparare a condividere conoscenza vuol dire imparare a usare una specifica piattaforma??

Renato ha detto...

Secondo me le reti "real life" esistono da quando esiste internet che infatti è una rete...:-) Vabbe' è un ragionamento contorto, ma chi si ricorda PowWow? Il primo messenger che già nel 1996 aveva funzioni come VoIP che sono arrivate solo di recente nei messenger più comuni, ebbene il sito di PowWow non era già una rete sociale? Per non parlare di numerosi altri siti simili. Ci sarebbe da chiedersi perché la rete che ha preso il sopravvento sia MySpace, che però è un po' un mondo a parte rispetto a tutte le "webduepuntozerate".

Andrea Falzin ha detto...

Nei tuoi articoli citi Linkedin Xing e Neurona, so che data la mia identità la cosa è di parte ma perchè trascuri Viadeo?

Cordialmente

Andrea Falzin

http://businessin-italia.blogspot.com