05 lug 2007

Risorse sull'elearning e progetti europei di e-inclusion

L'elearning sta vivendo un momento di riflessione e di cambiamento. Molte certezze stanno cadendo e molti scenari prima inimmaginabili emergono rapidamente.

Oggi è maturo e consolidato il concetto che l'informal-learning e il personal-learning siano la chiave di successo per la diffusione dei materiali di conoscenza. Inoltre, destrutturazione dei materiali, svincolo dalla manutenzione dei Learning Object e distacco dalle tassonomie fuorvianti e autoreferenziali sono ormai dei MUST.

Fra i progetti più interessanti che la Commissione Europea ha recentemente proposto c'è sicuramente eContent al quale mi sto approcciando. Il progetto ha l'ambizione di estendere e favorire l'accesso a molteplici contenuti digitali fra cui gli "educational content" e le "digital libraries" che sono, attualmente sparsi nei vari repository europei. Quindi si tenderebbe a favorire la diffusione dei materiali e la loro fruizione a target di utenza più ampi.

In quest'ambito e con queste premesse, come sta l'eLearning nel nostro paese? Male e bene direi. E cerco di spiegarmi.
Da un lato le tecnologie permettono, ora, di accedere più facilmente ai contenuti (banda larga, software multimediali, reti peer, ecc) dall'altro non si riesce a diffondere la conoscenza, nonostante le informazioni siano anche troppe e spesso ridondanti.

Quindi bene, perchè tecnologicamente si evolve. Male perchè il bacino di utenza non aumenta più di tanto.
Non si riesce, dunque, a dare concretezza a uno degli slogan del 7° programma quadro "passare dalla società dell'informazione alla società della conoscenza".







In aiuto ci viene un bel progetto coordinato da Mauro Sandrini intitolato "eLearning e innovazione" che facilita a comprendere i velocissimi cambiamenti a cui la materia dell'eLearning è soggetta. Mantiene un costante monitoraggio sugli eventi e, soprattutto, predispone delle guide che, soggette a versioning, si adattano al mutare degli scenari.

Fra i consigli, già dati in questo blog, c'è sempre quello di consultare e di abbonarsi a eLearningeurope, il portale/newsletter della UE che permette di rimanere aggiornati sulle "call" e sugli eventi e, in piena strambata 2.0, comincia a proporre interessanti strumenti di community.

Il mio piccolissimo personale apporto è sempre quello relativo alla rete delle Regioni italiane per l'elearning: Ritef, che stenta ancora a fare sistema e fattore comune di tutti i materiali formativi delle regioni italiane, ma ha l'ambizione di attrarre altri interlocutori e altre idee per non disperdere la conoscenza già prodotta.

Di questo progetto ho già scritto nel mio blog e presentato diverse slides di interventi del passato. Ora si potrebbe concretizzare qualcosa di interessante in chiave europea attraverso l'adesione di Ritef al progetto eContent. In pratica si tenterà di presentare l'esperienza italiana come best-practise anche per gli altri paesi. Una chiave di lettura del progetto e delle azioni italiane intesa come "keyword" per il concetto di e-inclusion.


























Insomma, siamo ambiziosi, ma vorremmo che "riuso" e "interoperabilità" dei contenuti di eLearning fossero la chiave per una maggior diffusione e, quindi, grimaldello per includere nel circuito della conoscenza più utenti finali.

5 commenti:

catepol ha detto...

eccomi!
l'idea del riuso e dell'interoperabilità dei materiali didattici mi trova concorde
però fino a quando parliamo di materiali didattici, learning object che vanno a costituire una sorta di database di conoscenza condivisa ed organizzata dal quale un docente, un progettista e-learning, un tutor, ma anche un corsista possa attingere

Dalla parte del progettista e dell'educatore è ottimo poter avere dei pezzi didattici da ricomporre alla bisogna senza star lì a ricominciare ogni volta da capo...

nell'ottica della condivisione e del remix della conoscenza ok
quando continua ad esserci apporto originale da parte delle persone, che sono quelle che realmente fanno learning e fanno e-learning (cioè apprendono anche grazie alle tecnologie ed a internet, ma soprattutto apprendono)

Il problema è che tante volte si fa e-learning non ri-usando (quindi adattando, ricalibrando, adeguando al target ed al contesto) ma riciclando materiali e corsi, esportando il progettato così com'è, abbassando i costi...perchè tanto il corso è fatto.

E qui si ferma sia il concetto di formazione che di e-learning

o no?

Gianni Marconato ha detto...

Come sa chi segue il mio blog, non sono mai stato convinto che "riuso" ed "interoperabilità" e, più in generale, la tematica dei LO, possano essere la chiave del successo delle tecnologie in ambito educativo.
Anche una recente indagine fatta in Italia tra soci SIEL e dintorni, sintetizzata nel mio blog (http://oltreelearning.blogspot.com) evidenzia un trend quantomeno di non-crescita se non di regressione dell'uso di piattaforme LO, standard internazionali.
Meglio, quindi, pensare ad altro.

CampoBaseWeb ha detto...

Si potrebbe - per pensare ad altro - tentare di superare il concetto di piattaforma??
Oppure devo sentirmi RI-dire che .. non si può costruire una casa partendo dal tetto??
Per superare - eventualmente - il vecchio, amato, "sicuro" concetto di piattaforma .. quali altri concetti si potrebbero "tastare" (dall'espressione .. "tastare il terreno")??
A me piacerebbe proprio tanto "provare il concetto" (da "proof of concept") di "bootstrap" .. oh sorpresa .. che dice costui??
Per questo .. per tradurlo in pratica .. sto provando a "veicolare" (!?) l'idea di un Campo Base Web ..
Segni di vita .. out there??

CampoBaseWeb ha detto...

ERRATA: la canzone che ho citato in questo cinguettio .. ;-) era di Frankie Laine (1953!! avevo 13 anni!!!) e diceva "Answer me, Lord above .."
.. il testo mi sembra buono per chi volesse superare il concetto di "piattaforma" .. basta sostituire "platform" / "piattaforma" a "she" / "lei" e a "my love" / "il mio amore" .. :-))

Gianni Marconato ha detto...

certo che "basta con le piattaforme" Lo stiamo dicendo (e facendo)in tanti.