23 lug 2007

Comunicare, fattore di successo?

Approfitto di questo post di Marco Freccero:
http://marcofreccero.blogspot.com/2007/07/cosa-significa-comunicare.html che ho già commentato.

Lo rilancio perchè riprende il solito concetto già trattato anche da me in precedenti articoli sul mio blog.

Per chi e per quale scopo comunicare con questi strumenti?

Perchè fare il blogger, perchè comunicare in una Intranet, perchè mantenere relazioni con le reti sociali?

Per quanto mi riguarda, semplicemente per passione e per condividere SEMPRE, il più possibile, tutta la conoscenza che si può condvidere con questi oggetti.

Per altri, bontà loro, per raggiungere il successo personale. E che ci volete fare, mica tutti giocano per la gloria o per lo spirito di De Coubertain!


p.s. diventare una blog-star e raggiungere il successo potrebbe anche generare effetti come questi: http://www.axellweb.com/2007/07/22/axell-intervistato-da-vanity-f/


E fino a prova contraria comunicare significa indurre al ragionamento, alla
riflessione, sfidare chi ci legge a mettere in discussione le idee, magari
producendo nuove idee.

E' con una buona comunicazione che la specie
umana si evolve. E da nessuna parte è scritto che il successo è indice di una
buona comunicazione: sul serio.

blog it

3 commenti:

catepol ha detto...

perchè tenere per sè quello che può essere utile anche ad altri?

Non possediamo da soli tutta la scenza e tutta la conoscenza (citazione evangelica - lettera di s. giovanni ai corinzi)...abbiamo bisogno degli altri. Quello che io non so magari lo sai tu...
Quello che tu non sai magari lo so io.
Se teniamo tutto per noi che vantaggio possiamo averne (vedi G. Verga, La Roba)???

Se mettiamo in comune (comunicare da communio e qualcosa, cum...con...)...ne traiamo vantaggio entrambi. Più siamo meglio stiamo...

Vabbè insomma se comunicar eper l'uomo è un instinto innato, perchè dovremmo non comunicare???

catepol ha detto...

vabbè pure l'errore scienza non scenza al secondo capoverso del commento LOL

ivan ha detto...

sono d'accordo con te spesso ti basta lasciare agli altri parte di quello che tu pensi e riuscire a cogliere, dagli altri, quello che non avevi colto.