23 mag 2007

Saper ascoltare per essere ascoltati!

Batto i pugni sul petto molto forte. Mea culpa!
Lo ammetto non so ascoltare. Mi arrabbio con me stesso ogni volta che interrompo qualcuno.

Ma vorrei che gli altri mi ascoltassero!

Ho manifestato diverse volte la difficoltà di relazioni specialmente con chi ha grossi incarichi di potere.

Questi signori ricevono sollecitazioni all'infinito, richieste di ascolto e di parere, collaboratori e sottoposti che vogliono udienza, telefonate ed email all'infinito. Ovviamente non rispondono e non ascoltano. Vanno dritti per la loro strada.




Ma io non ho potere, non ricopro incarichi di potere.

Ho avuto la fortuna di frequentare corsi di comunicazione e ho svolto bellissime simulazioni (role-play) dove era obbligatorio ascoltare, leggere la comunicazione verbale e quella non-verbale, passare dal "sentire" all' "ascoltare".

Ma perchè non lo applico! Perchè anche i miei collaboratori sono frustrati. Vengono a raccontarmi una storia e io li interrompo e gli racconto la "mia" storia.

Penso ai ritmi di lavoro, ai ritmi della vita e soffro.

Soffro una scenetta degli anni 70. Mio padre arrivava a casa alle 6 del pomeriggio e si sedeva in cucina. Mia madre, casalinga, lo stava ad ascoltare per un oretta. E Lui le raccontava tutta la giornata lavorativa.
Santa donna, chissà quante cose avrebbe voluto raccontargli Lei. Lei che aveva passato la giornata a condurre casa, figli ed economia domestica. Eppure.

Eppure stava in silenzio. Ascoltava. Sapeva ascoltare.

Io no! E voglio guarire!

7 commenti:

Prof. Daniele Pauletto ha detto...

Saper ascoltare è una delle componenti fondamentali dell'assertività, non per niente abbiamo due orecchie e una sola, per fortuna, bocca.
Ma anche l'autocritica e compotenete fondamentale, sei sulla buona strada Gigi.
Daniele

carla ha detto...

e' un buon proposito :-)

Anonimo ha detto...

Grande
G R A N D E post.

e anche guarire? mi sa da alcolisti anonimi. Ma si puo'. Per nostra fortuna.

Riccardo ha detto...

Bel post, bello, sincero ed efficace. Come mi ci ritrovo! Si ha bisogno di "affermarsi" o anche farsi accettare, e lo si fa nel modo sbagliato, lo dico per me...
Ed è vero invece che ascoltando già si comunica, l'altro si sente accolto da noi e magari "riceve" più di ciò che potremmo dargli. Grazie!

Nicola ha detto...

"Penso ai ritmi di lavoro, ai ritmi della vita e soffro." (cit.)

Non sei l'unico, ahimè.

Gigi Cogo ha detto...

Dati i vari commenti non posso non inserire due proverbi/motti che mi sono balenati e ridondati in testa in questi giorni:
"Pensa oggi e parla domani"
"Voce dal sen fuggita, poi richiamar non vale(Metastasio)"

Luigi Bertuzzi ha detto...

Son qui ... su Windows 98 e un vecchio desktop .. ancora sotto shock per la prematura scomparsa della scheda madre del mio Acer (dopo Toshiba, Ibm think pad e Acer adesso cosa finirò per acquistare??).
Penso alla capacità di ascolto di cho vende tecnologia ... zero assoluto.
Penso alla parola "empatia" e a come si relaziona con l'ascolto ma -- sono ancora a Bologna, con Fastweb a consumo -- e un nodo mi stringe la gola.. No .. non faccio una Google ricerca .. risparmio i soldi di Fastweb per andarmi a comperare un altro PC .. fatto in Cina .. di marca qualsiasi ... tanto son tutti uguali.
Ciao Gigi .. sei ancora a Las Vegas?
Awful spot, of all places ... ma solo nei miei ricordi ;-)