31 mag 2007

Navigazione web con le nuvole della folksonomia. Un nuovo approccio alla ipermedialità (sesta parte).

......continua dalla quinta puntata.

Ma a che tipo di navigazione viene indotto l’utilizzatore di un sito di questo tipo?

Il paradosso, ora, diventa proprio l’aumento infinito delle proprietà di connessione di ogni singolo elemento.

Se, nel percorso strutturale, le connessioni fra gli elementi sono derivate dalla struttura predeterminata degli alberi di navigazione, con le folksonomie si apre un diverso approccio e una diversa predisposizione a modalità nuove di navigazione fra gli elementi ipermediali.

Va da subito evidenziato come i “nodi” dell’ipertesto a cui i tag-links fanno riferimento (capitoli, paragrafi, pagine, cartelle, ecc.) non sono più gestiti in modo gerarchico, più o meno sequenziale.

Possiamo dire che, finalmente, si possono seguire i percorsi desiderati?



Di fatto, il concetto di “directory”, con l’approccio folksonomico sparisce. Flickr di Yahoo o YouTube di Google ne è un esempio molto esaustivo.

Su Flickr, ad esempio, coesistono elementi multimediali come le foto ed elementi testuali come etichette, gruppi, commenti, ma anche mappe visuali e aggregazioni per insiemi applicativi (slide show, sets, ecc.).

Ciò significa che data una foto, data la sua etichettatura (singola o multipla), dato il suo autore e la sua collocazione geografica, dati infine alcuni elementi ontologici (gruppi, sets) dettati dall’autore/autori stessi e dati infine ulteriori elementi applicativi, la navigazione diventa qualcosa di difficilmente predeterminabile ma può diventare un elemento molto sociale nel momento in cui più soggetti contribuiscono a creare un pattern.

Stiamo uscendo completamente dal percorso strutturale. Completamente e forse per sempre.

Mi spiego con esempio.
Quando si carica una foto su Flickr ci si presenta come autore e quindi la modalità di presentare/referenziare l’oggetto mediale è ontologico/fondamentale:
Il tagging però, è di solito accompagnato da ulteriori funzionalità che ne favoriscono l’interazione cooperativa (commenti, raccomandazioni, related tag, maps, ecc) che ne permettono la piena aderenza ai principi folksonomici.

Vediamo che anche Flickr si predispone all’autore presentando tutte queste funzionalità: Titolo, data, etichetta descrittiva, commento, gruppo, mappa, set, diritti d’autore, ecc.






Da queste due immagini, quindi, deduciamo il titolo: “Another another Rome”, la data: “25 Aprile 2006”, le etichette: “roma”, “rome”, “san pietro”, “st. peter”, ecc., commento: “Second HDR experiment”, appartenza al gruppo “Roma caput mundi” e altri 5, nessuna mappa, appartenenza al set: “Rome (Set)”, diritti d’autore “public” ed una moltitudine di altri elementi che ora non è necessario trattare.

Quindi, possiamo dedurre che l’autore ha predeterminato una sua visione folksonomica basata sugli elementi suddetti e potrà, quindi muoversi (navigare) all’interno del suo catalogo sfruttando tutti questi elementi di categorizzazione.

Semplicemente potrà navigare dentro le foto dello stesso autore, o dentro la collezione di quelle scattate il “25 Aprile 2006”, oppure dentro le etichette “rome”, piuttosto che “st.peter”, oppure ancora navigare dentro il set “Rome”, ecc.

Ma un navigatore che non sa nulla della sua folksonomia e che arriva sulla sua foto semplicemente perché ha cercato “rome” come si muoverà? Quali elementi descrittivi lo invoglieranno a seguire un percorso invece che un altro?

La Folksonomia non da risposte di questo tipo, proprio per la sua proprietà intrinseca di non poter pre-determinare percorsi. Nella folksonomia i path non sono predeterminati. La struttura a tagging non permette di dettare rilevanze, classifiche o altri elementi tipici di un directory.

In un Directory i metadati sono predeterminati e strutturati. Nelle folksonomie, citando A. Mathes, “I metadati sono creati dagli utenti e condivisi in una comunità”
Questo utente (io stesso) incuriosito dal tag “bridge” potrei proseguire la mia navigazione verso qualcosa di diverso e cioè “tutti i ponti fotografati dall’autore”.

Potrei, invece, concentrarmi sul gruppo “Rome caput mundi” e imbattermi in altri autori che partecipano a quel gruppo per iniziare un ulteriore deviazione verso chissà dove! Nella fattispecie a questo gruppo appartengono ben 1.106 membri (folksonomia estrema).



Imbattendomi in uno di questi autori potrei sfruttare la sua ontologia, oppure seguire il mio istinto e curiosare i suoi tag, o meglio ancora imbattermi in un commento e seguire quell’autore e i suoi tag. E così all’infinito.

Se, ad esempio, avessi seguito uno dei 1.106 contributori del gruppo “Roma caput mundi” come Edgar, sarei anche finito nella sua mappa:




E dalla sua mappa avrei potuto seguire altri PDI (punti di interesse taggati da altri autori su Roma e qualsiasi nuovo percorso potrebbe aprirsi all’infinito.

Uno dei punti da sviluppare a supporto della Folksonomia è forse l’ontologia di gruppo (metadati creati da gruppi di utenti di domini diversi) che potrebbe predeterminare aggregazioni, più o meno, “chiuse”. Senso di appartenenza a comunità di pratiche o di interessi e quindi un enorme pattern non preconfigurabile a priori ma che si sviluppa nel tempo grazie all’apporto dei membri. Ovviamente bottom-up.

Tutto questo porta ad alcune distinzioni che permettono di capire l’evoluzione probabile del tagging:
- Personal Folksonomy: consiste nell'assegnare un tag ad una risorsa per uso personale, cioè in ambiente chiuso (es. gmail)
- Narrow Folksonomy: consiste nell'utilizzo dei tag per dare accesso con il linguaggio a risorse non testuali, come foto o film (es. flicr); in genere i tag sono pochi e assegnati dall'autore della risorsa
Broad Folksonomy: serve a organizzare le risorse in ontologie condivise (es. del.icio.us, connotea...) e consiste spesso di molti termini assegnati ad una stessa risorsa.

Più tag sono assegnati ad una risorsa, più è assicurata la reperibilità del documento.

1 commento:

CampoBaseWeb ha detto...

Dopo aver condiviso con Gigi .. stando alle Twitter news .. una immersione nello stupendo scenario delle Dolomiti mi son tuffato nel grigiore Googoliano delle informazioni sulle folksonomie :-(( Un bel casino! L'unica nota consolante è che ci si ritrova Gigi .. che parla di "navigazione web" .. Per un tizio che sostiene di voler creare un "porto sul web" .. ri-partendo da un "campo base" .. in quota utile per trovarsi anche qualche volta "in mezzo alle nuvole" .. un commentino qui ci vuole!
Si potrebbe fare un esempio pratico .. semplice semplice?
Ho iniziato un nuovo Blog, molto elementare, da far pubblicare a un po' di quelle sane persone che ancora non perdono tempo con i Blog.
Il primo e per ora unico post in realtà l'ho scritto io .. dovendo stimolare gli altri a farsi una ragione per continuare; adesso mi sto chiedendo come posso proporre di usare le tag/etichette .. in modo da farci saltar fuori una folksonomia ..
Nel caso particolare di quel Blog ci sarebbe l'opportunità (forse) di far vedere in modo semplice cosa significhi evolvere da attività di Pro-loco .. riconducibili a una tassonomia gerarchica ben nota .. ad attività di Campo Base Web localizzato (un nodo specifico di una rete) .. che possono rientrare in una tassonomia top-down (Regione > Comunità montana > Comune) e in una folksonomia bottom-up (individuo > gruppo sociale > Comune) ..
Alle 0:43 .. ci vado a dormire sopra :-)