25 mar 2007

Navigazione web con le nuvole della folksonomia. Un nuovo approccio alla ipermedialità (quarta parte).

Il social bookmarking

Wikipedia lo definisce come “un servizio basato sul web, dove vengono resi disponibili elenchi di segnalibri (bookmark) creati dagli utenti”

E’ una metodologia di condivisione “sociale” della conoscenza basata su un semplice concetto: condividere i segnalibri via web attraverso l’ausilio di provider dedicati.

Il più conosciuto è senz’altro del.icio.us di Yahoo.
Nell’universo delle informazioni disaggregate il segnalibro, assieme alla cache, e agli allegati delle email è una fonte inesauribile di conoscenza.

I browser hanno, da sempre, consentito di categorizzare i propri segnalibri etichettandoli per categorie e sottocategorie. Quindi un tagging personale è alla base di questa tecnologia “bottom-up” che consente ora di classificare socialmente i preferiti appoggiandosi a uno o più provider.

Attraverso l’utilizzo di plugin per i più comuni browser e una sottoscrizione al provider, è possibile taggare ogni pagina visitata e definire il tag come “personale” o “sociale”. Non c’è limite alla fantasia e, ovviamente, si può definire quello che si vuole come si vuole









E’ possibile, inoltre, definire funzionalità di badge per i siti web e per i blog












E permettere, alla fine, di navigare dentro una tipica “tag cloud”, o una lista ordinabile.
























Aggiungo anche questo preziosissimo video:








L’apoteosi del social bookmarking è, però, raggiungibile attraverso la condivisione degli estratti delle pagine: “social clipping”.
Il provider più interessante è sicuramente http://clipmarks.com/ che permette di taggare estratti di contenuti, classificarli e renderli disponibili sottoforma di nuvola, o di lista. Questi social clip possono, ovviamente, essere definiti come privati o pubblici per entrare in un ottica di condivisione sociale dell’”estratto” dall’informazione.






















Questi social clip possono, ovviamente, essere definiti come privati o pubblici per entrare in un ottica di condivisione sociale dell’”estratto” dall’informazione.




continua......

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