25 mar 2007

Navigazione web con le nuvole della folksonomia. Un nuovo approccio alla ipermedialità (quinta parte).

L’architettura dell’informazione.

Secondo Luca Rosati: http://trovabile.org/articoli/assi-architettura-informazione , “…Molto spesso nella progettazione dell’architettura informativa ci si concentra soprattutto sul rapporto gerarchico fra gli elementi: la tassonomia. Accanto a questa dimensione verticale, esiste tuttavia una dimensione orizzontale complementare altrettanto importante: il rapporto fra elementi (che pur appartenendo a categorie diverse o distanti) possiedono una correlazione semantica fra loro (similitudine, vicinanza etc.).
Questa seconda dimensione, talvolta trascurata rispetto alla prima, possiede in realtà un valore strategico, poiché permette quel modello di navigazione/esplorazione delle risorse noto come raccolta delle bacche berrypicking: http://www.gseis.ucla.edu/faculty/bates/berrypicking.html ) e ormai universalmente riconosciuto come meccanismo tipico della navigazione su web…..”












Qui, in effetti, si gioca la sfida. Da un lato si tende a preconfigurare un architettura informativa basata sulle relazioni gerarchiche fra gli elementi e nella logica già rappresentata da Augusto Celentano (http://www.dsi.unive.it/~si/slide/si-introduzione.pdf).

Dall’altro lato, grazie alle relazioni di contiguità semantica definite da Luca Rosati, si tende a dare più valore al modo “saltellante” che, però potrebbe anche portare alla Serendipità (http://it.wikipedia.org/wiki/Serendipity) e quindi a non trovare quello che si cerca che, spesso, anche se guidato, è quasi garantito dal percorso gerarchico e strutturale (ipermedia-path).

Non va però dimenticato che la generazione dei “nativi digitali” preferisce di gran lunga il pericolo e le opportunità della Serendipità, piuttosto che sottostare a un percorso predefinito, gerarchico e relazionale.
Prova ne sia l’uso delle playlist. A un nativo digitale, non passa proprio per la testa di classificare la musica o le foto con un ordine gerarchico. Anzi, lui mescola generi, autori, date e misure, lasciando alla fantasia della classificazione personale o sociale il compito del ritrovamento o dell’associazione fra generi diversi.


Tag, tag e ancora tag. Un esempio calzante è il modo di gestire la musica introdotto da last.fm dove esitono dei tag UFFICIALI e dei tag PERSONALI che permettono di gestire playlist miste.

Sull’ingegneria di base che accompagna questi algoritmi di tagging cito due esempi fatti da Luca Rosati relativamente ad Amazon, Drupal e Itunes: http://trovabile.org/articoli/assi-architettura-informazione

Da questo spunto vorrei provare ad analizzare un sistema come Moodle (http://moodle.org) che gestisce due modalità di tagging, una sociale e trasversale al sistema e una contestuale a sottoinsiemi (corsi di formazione).

E’ un modo intelligente che permette di far convivere Tassonomia e Folksonomia in modo “complementare” e, forse, garantisce un trapasso meno “doloroso” perché riesce a sostenere comunque un impianto “gerarchico” ma, allo stesso tempo, garantisce un apporto sociale dalla marcatura libera.
Il sistema prevede infatti che l’amministratore o gli amministratori del sito possano determinare un numero di tag cosiddetti “ufficiali” che non possono essere rinominati o cancellati dagli utenti (possiamo assimilare questa filosofia a una ontologia fondazionale, quindi, simile a un glossario di base per un dominio ben perimetrato e distinto):











E un numero infinito di tag definiti dai vari utenti.

Nelle funzioni di authoring verrà quindi proposta un opzione di questo tipo:














Che permetterà di aggiungere in calce all’articolo sia dei tag “ufficiali” che dei tag “personali”.
Ovviamente, in coerenza con un metodo “centralizzato” tipo redazione web, sarà utile predeterminare la semantica dei “tag ufficiali” e la loro collocazione nelle pagine che, potrebbero, in modo più moderno, presentare la “tassonomia”, ovviamente sotto forma di NUVOLA!











I tag ufficiali diventerebbero di fatto i “canali” annegati nella nuvola dei tag, i tag definiti dall’utente, la folksonomia con cui gli autori o i visitatori marcherebbero i contenuti delle pagine.



continua......

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