18 mar 2007

Navigazione web con le nuvole della folksonomia. Un nuovo approccio alla ipermedialità (terza parte).

I motori di ricerca.


Sicuramente i motori di ricerca riescono a scardinare la logica del “percorso strutturale” e quindi danno la sensazione di poter saltare da un oggetto ipermediale all’altro grazie alla definizione di particolari keywords!
Dovremo conoscere non solo gli algoritmi dei motori di ricerca ma, soprattutto, la logica si indicizzazione determinata da veri e propri “pattern” predefiniti.
Gli algoritmi di un motore di ricerca permettono, innanzitutto, la creazione di cataloghi. Dato per certo che la creazione di un catalogo è, anch’essa, determinabile, attraverso le definizioni del contesto (subnet di rete, file system, data base, web pages, ecc.) e la creazione di “elementi” atti a definire più o meno “rilevante” una o più parole, rispetto ad altre.
In wikipedia un pattern è definito come “… a form, template, or model (or, more abstractly, a set of rules) which can be used to make or to generate things or parts of a thing….”. Già da questa definizione possiamo capire che si può. Anzi si fa! Si porta la ricerca verso un insieme di regole che, nuovamente, portano alla strutturazione.
Quindi anche la navigazione attraverso i motori di ricerca si può definire di tipo strutturale e non rappresenta una rivoluzione ma bensì un metodo utile per accompagnare gli utenti verso percorsi predeterminati.













Detto tutto ciò non ci resta altro che la folksonomia (tassonomia popolare o sociale) per lasciare libero il navigatore di partecipare alla definizione di temi, contesti, percorsi e quindi “partecipare” veramente perché la sensazione, che si desume da queste mie note è che pur navigando, siamo guidati e quindi navigatori passivi e non attivi..
Anche nella folksonomia resta aperto il dibattito sull’uso e sulla, eventuale, gestione. Mi appresto ora ad analizzare alcuni esempi sulla “gestione” dei tag (marcatori di descrizione) passando per un escursione verso il social bookmarking che, , apre alcune possibilità di gestione “sociale” e “cooperativa” della conoscenza in genere ma, nel nostro caso della navigazione fra contenuti ipermediali non strutturati.


continua......

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