07 mar 2007

Navigazione web con le nuvole della folksonomia. Un nuovo approccio alla ipermedialità (seconda parte).

Escursione nel campo comunicativo/linguistico:

Se vogliamo significare un qualsiasi segno rintracciabile nella navigazione nel word wide web come ad esempio un concetto, un informazione, una icona i e vogliamo dargli una connotazione personale, o sociale, abbiamo bisogno di strumenti specifici.

Se un oggetto web è di tipo informativo/autoreferenziale è improbabile che metta a disposizione degli strumenti tali da consentire agli utenti di significare, quindi referenziare e condividere dei significati. Nel mondo 2.0, ma anche prima, l’ oggetto non si presta facilmente a significati differenti rispetto a quelli voluti dall’autore. Quindi tende a limitare fortemente l’interpretazione a quella che vuole l’autore..

Pensiamo ad un qualsiasi sito web di “presentazione” autoreferenziale. Non contiene nulla di VERAMENTE interattivo e tutti i contenuti ipermediali sono percepibili, e derivati, dall’ impostazione strutturale e tassonomica che l’autore pre-determina.


La stessa navigazione nella tassonomia lo fa percepire. La struttura delle categorie, delle navigation bar, delle gerarchie palesi o nascoste dei link, porta a “subire” un percorso previsto, studiato e voluto dall’autore. Fra l’altro, studi di marketing basati sul tracciamento dei percorsi (log-trakking) garantiscono maggior successo commerciale se i percorsi (ipermedia-path) sono strutturali.

Ma ne siamo sicuri?

Tecnicamente creare tassonomie basate sui collegamenti strutturali è, oggi, banale. Tutti i CMS (Content management system) lo consentono. Anzi lo auspicano e la gestione/manutenzione passa attraverso una semplice interfaccia visuale che fa riferimento a un data base relazionale. Quest’ultimo tiene in pancia gli “ipermedia-path”. Collegamenti html (http, scr, mailto, ecc,) e collegamenti a oggetti xml.





















continua......

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