29 mar 2007

38° - che incubo!

Il mio aggregatore RSS e la mia mailbox si sono riempite di questo numero "38" che suona come un allarme. Non è il 38° parallelo e l'allarme non ha nulla a che fare con la Corea. E' la posizione che il nostro paese occupa nel Network Readiness Index.

Considerato il fatto che siamo scesi fino al 45 posto potremmo anche rallegrarci. E invece, se guardiamo con attenzione la classifica è proprio dura dover ammettere che perfino Malta e la Tunisia stanno sopra l'Italia.

Ma come, è una beffa. Il 38° parallelo tocca proprio Reggio Calabria, quindi Malta e la Tunisia stanno sotto.
MA SOLO DAL PUNTO DI VISTA GEOGRAFICO!

Un po di clip:


Si tratta di un dato preoccupante: quel valore, e la classifica che ne consegue, rappresenta una sintesi di una serie di analisi che vanno dalla diffusione delle tecnologie in un paese alle normative di settore, dall'efficienza tecnologica della PA allo stato della rete e delle offerte di connettività fino alla "cultura digitale" di imprese e privati e alla spesa in ricerca e sviluppo. Tutti nodi fondamentali della società dell'informazione in cui, secondo gli esperti dell'organizzazione internazionale, il nostro paese non brilla.
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L'Italia continua ad arrancare nell'ICT (Information and Communications Technology), nella classifica globale del Network Readiness Index stilata dal World Economic Forum risale dal 42esimo posto dell'anno scorso al 38esimo. Il rapporto Wef conferma quindi la situazione non proprio rosea dell'innovazione italiana e certo il recupero di 4 posizioni non rappresenta un segnale forte di ripresa, ma solo un piccolo passo, (una timida ripresa era stata rilevata anche nell'indagine Assinform) dei cento che occorrono per far arrivare l'Italia nella posizione che le competerebbe. Tunisina, Qatar, thailandia, precedono l'Italia che è insidiata da Lituania e Barbados, che rispettivamente occupano il posto 39 e 40.
...segue..

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Una posizione che, con un certo sarcasmo, anche Giacomo Mason definisce "dignitosa"

Io ritengo preoccupante davvero questo stato di cose.
La competitività di un paese passa attraverso la consapevolezza che i criteri industriali con i quali si è, finora gestito il mondo ICT non portano da nessuna parte.

Solo un fortissimo impegno nell'accompagnare il cambiamento con formazione, addestramento, cultura digitale di massa. Solo la presa di coscenza che la disponibilità dei "media" ad alta capacità trasmissiva, wired o wireless, devono essere dappertutto e disponibili:

Anytime, Anywhere, Anybody

Solo il coinvolgimento di TUTTI. Solo l'acculturamento digitale di ampi settori del mondo imprenditoriale e della PA potranno portarci ad altri livelli forse, più consoni.

Aneddoto:
Mi ricordo ancora una domanda che un dirigente ICT mi fece quando tornai da Redmond: "Quale è la differenza più sostanziale che hai notato fra noi e loro (gli americani)?"

Io risposi: "Vedi, se loro acquistano un palmare o un laptop. Sia che di professione facciano l'avvocato, l'ingegnere, il medico o il fiorista. Prima leggono il manuale e configurano l'apparato poi, provano a sfruttarlo per trarne vantaggio nelle loro attività.
Tu invece, come tutti i manager italiani, chiami un operatore dell'assistenza aziendale e te lo fai configurare!"

That's Italy!

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