04 gen 2007

Spunti per le regole, o le non regole, del web semantico

Leggendo questo articolo di di Giuseppe Granieri su Apogeo on line: http://www.apogeonline.com/webzine/2007/01/03/19/20070103191268, mi concentro su questa paragrafo:
"....un filosofo spagnolo, Tomás Ibáñez, giustamente osserva che chiunque lavori con la produzione e con l'uso della conoscenza o dell'informazione prima o poi deve confrontarsi con i problemi che ne definiscono le regole.....".

Bene, bene, cominciamo a parlarne. Si profetizza questa forte propensione a fare tutto dal basso senza regole. Ebbene abbiamo l'architettura, abbiamo il palinsesto, ma le regole?

Continua l'articolo: "....Internet sta mettendo tutti noi di fronte a un cambio di paradigmi strutturali, che derivano direttamente dalle scelte che gli architetti dell'informazione progettano per far fronte alla complessità di un modello in cui chiunque può immettere contenuti da quasiasi punto...."

E continuiamo con i problemi. "...l'identità stabile è il cardine su cui si costruiscono tutte le interazioni e i processi di fiducia che innescano le decisioni collaborative, ovvero ciò che fa funzionare il tutto...."

Io resto dell'idea che bisognerà cedere qualcosa. Nel senso che dobbiamo rassegnarci a descrivere il nostro profilo nel modo più esaustivo possibile. Elementi anagrafici, fisici, economici e forse anche ideologici e sentimentali.
Solo in questo modo un meta motore delle identità potrà servirci un servizio "semantico".

Ma siamo all'inizio della discussione, vedremo che si evolveranno le reti sociali e i sistemui di tagging poi si vedrà. Intanto cito anche l'articolo di FABIO DI GIAMMARCO su La Stampa: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_blog=30&ID_articolo=1497&ID_sezione=38&sezione=News sul quale, giustamente, questi dubbi vengono messi tutti sul tavolo. "....Ma se prevalesse il caos? Ci ritroveremo - sostengono i pessimisti - un Web simile a un «dizionario impazzito». Nell’attesa, comunque, c’è chi come Tim O’Reilly, estensore di un «Manifesto sul nuovo Web», rivendica l’esclusiva sull’uso commerciale del termine Web 2.0. Nell’incertezza il business non si ferma....."

Buon 2007!

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