08 gen 2007

Innovazione. Nuovi stimoli per i poli tecnologici

Il nostro ministro all'innovazione sembra interessarsi allo sviluppo dei poli tecnologici. A volte chiamati distretti tecnologici, altre parchi scientifici e tecnologici, altre centri polivalenti per l'innovazione ecc.
In questi posti (dove si continua a immettere denaro pubblico nazionale e comunitario) si dovrebbero sviluppare sinergie e progetti.
In più dovrebbero fungere da marketplace e da incubatori per le nuove imprese del settore.
Ho la fortuna di lavorare proprio in un parco tecnologico, quello di Venezia, e noto che ancora non funziona l'ottica di sistema, quella che porterebbe a economie di scala e innovazione diffusa. Insomma si naviga un po a vista e ognuno per la propria rotta. Poco condivisa con altri membri del parco tecnologico.
Ora il ministro prevede aggregazioni fra i poli: http://www.repubblica.it/supplementi/af/2007/01/08/multimedia/020niuitalix.html
e sinergie a più largo respiro coinvolgendo diversi attori del mondo della ricerca come le Università e l'ADiT che consorzia i poli/dstretti.
Speriamo che si arrivi alla sostanza e che da questi poli tecnologici possa iniettarsi nel ciclo produttivo/industriale l'innovazione made in Italy.

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