7 dic 2006

Italia incapace di usare le tecnologie per produrre conoscenza

Cito l'articolo di Anna Masera sulla stampa del 7 dic. 2006 che riporta una dettagliata analisi sulla incapacità di sfruttare i mezzi tecnologici per produrre "conoscenza" lo riporto integralmente, a futura memoria e per vedere se le cose cambieranno nel breve o medio periodo anche alla luce di commissioni e comitati per l'innovazione, recentemente messi in moto dai vari Ministri che si occupano della materia:



Nel '92-'93 l'Italia era tra i Paesi più efficienti d'Europa, poi la produttività è crollata: come mai? Perchè la rivoluzione tecnologica negli Usa è stata straordinaria, e rispetto ad essa Europa e Italia in particolare non ce la fanno".



La tabella qui sotto presentata da Cristiano Antonelli, professore di politica economica all'università di Torino, al convegno del Torino Piemonte Internet Exchange (www.top-ix.org/), il consorzio regionale per condividere tecnologie di cui tutti si avvantaggiano: in particolare, Internet a banda larghissima per favorire l’innovazione e accelerare sulla competitività, è esplicativa ed è un'elaborazione su dati Ocse di Antonelli e Francesco Quatraro dell'Università di Torino.














Fatti 100 gli Usa in termini di produttività (prodotto x addetto), l'Italia (la linea tratteggiata blu) era molto produttiva fino ai primi anni 90, e peraltro guardando il confronto con gli altri Paesi europei si sfata il mito della superiorità di Francia, Germania e Gran Bretagna, che fino a pochi anni fa erano molto meno produttive dell'Italia.

Ma quando c'è stato il passaggio alle nuove tecnologie, la produttività dell'Italia creativa ha cominciato a crollare praticamente senza sosta.



"Sono tre i problemi e quindi le sfide che dobbiamo affrontare se vogliamo tornare a essere competitivi" puntualizza Antonelli:

1) la questione delle infrastrutture digitali: reti, banda larga, capitale fisso...

2) siamo andati avanti bene con il capitale umano non codificato, perchè abbiamo saputo essere creativi: ma viceversa nelle tecnologie serve capitale umano codificato, quello che viene dalla ricerca nelle università.

3) non siamo capaci a usare tecnologie digitali per produrre conoscenza: per organizzare la produzione e utilizzare la conoscenza come bene economico.

Al secondo convegno annuale di Top-ix, oggi, c'erano i vari soci consorziati - in testa, il Csi-Piemonte (Consorzio per il Sistema Informativo) - che offrono piattaforme tecnologiche da condividere tra amministrazione pubblica, aziende private e università: l'idea di fondo è puntare su Internet come sistema aperto per lo sviluppo della società. ma soprattutto come occasione per il rilancio della produttività e della crescita economica.

Un modello? Il problema è che in Italia manca la cultura del digitale e di tecnologie si parla solo quando non funzionano o quando sono facilmente comprensibili al largo pubblico, come i gadget consumer (telefonini, playstation, ipod...), e quasi mai per dotare l'Italia di software, banche dati, motori di ricerca....Così, stiamo perdendo il treno

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