12 nov 2006

La polemica è utile?

Leggendo questa definizione su wikipedia:

"È lecito applicare coscientemente la polemica quando si promuove un processo di crescita inattuabile in altri modi; infatti è sempre da tenere in considerazione che la polemica causa nell'altro un irrigidimento ed una chiusura ulteriore con tempi che diventano molto più lunghi per la soluzione che si desidera raggiungere".

Mi chiedevo se la polemica deve essere considerata come concetto POSITIVO o NEGATIVO nelle azioni di accompagnamento al "change management" (cambiamento).

Quando si insiste sui benefici di un qualsiasi elemento innovativo si trova enorme resistenza in chi resiste al cambiamento. E' ovvio che si entra in "polemica". E' un tipico campo di applicazione della "polemica pura", intesa come conflitto.












Il conflitto lo vive chi cerca di insistere sui benefici dell'innovazine e del cambiamento e lo vive che vede, in questo, pericoli per il suo potere.
La domanda è sempre la stessa che mi pongo da molto tempo. E' lecito resistere per mantenere delle posizioni? E' giusto vivere e approfittare della rendita? Perchè il "sistema complessivo" deve rallentare la sua corsa all'innovazione e al cambiamento a causa di larghi settori conservativi della società?

Bene, mi son reso conto che la "polemica" è il motore, la spinta, la forza del cambiamento. L'origine della parola ci riporta a un concetto forte: "dal greco polemikos che significa attinente alla guerra", e di guerra si tratta.

Bisogna vincere questa guerra altrimenti il nostro sistema non sarà MAI competitivo!

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